Marco Delrio

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Universo narrativoNarrative universe · dal 2023since 2023 · In corsoIn progress

Parkerverse

Il diario di Arthur Parker e il mondo intorno a lui

Un impero britannico alternativo, il diario di un uomo comune (1923–1926) e gli studiosi che lo leggono, decenni dopo.An alternative British empire, the diary of an ordinary man (1923–1926) and the scholars who read it decades later.

Parkerverse

Guida all'universoA guide to the universe

Il mondoThe world

Il mondo di Arthur non è la Britannia, anche se la Britannia ne è la potenza più grande: un impero che si estende su più continenti e che regge le sue parti con un principio di autonomia vigilata. Fuori dai suoi confini ci sono le Meriche, tre grandi territori oltre l'Atlantico (Mericanorta, Mericacerta e Mericasurta, con le isole dei Caraibi), l'unica potenza occidentale paragonabile alla Britannia; il CIOS, il Conglomerato Indipendente delle Oligarchie Socialiste, vicino ingombrante sul fianco orientale; l'Impero Nippico; il mosaico dei regni cinesi e il regno autonomo di Corea; la Repubblica Autonoma di Mawn, sulle steppe; l'Autocrazia Orientale degli Arcipelaghi, o AOA; e la Protogea, il grande continente meridionale che a fatica riconquista la propria autonomia fra le colonie di diversi blocchi.

Arthur's world is not Britannia, even if Britannia is its greatest power: an empire spread over several continents, holding its parts together by a principle of supervised autonomy. Beyond its borders lie the Meriche, three great territories across the Atlantic (Mericanorta, Mericacerta and Mericasurta, with the Caribbean islands), the only western power comparable to Britannia; the CIOS, the Independent Conglomerate of Socialist Oligarchies, a cumbersome neighbour on the eastern flank; the Nipponic Empire; the mosaic of the Chinese kingdoms and the autonomous kingdom of Korea; the Autonomous Republic of Mawn, on the steppes; the Eastern Autocracy of the Archipelagos, or AOA; and Protogea, the great southern continent slowly regaining its autonomy among the colonies of several blocs.

L'ImperoThe Empire

L'Impero Britannico è formato da stati imperiali: la Britannia Protocapitale, nucleo storico e sede del potere; la Britannia Latiromica, che prende il nome dalla regione di Latirom, sua capitale amministrativa; e le Britannie Gallica, Suittica, Teutonica, Castellica, Bassa, Ellenica, Daelica e Ausmarica. Ogni stato ha un parlamento e un governatore eletto da una lista vagliata dal centro; al vertice stanno il parlamento imperiale, la giunta imperiale (presente nelle nazioni) e il consiglio imperiale, che filtra ciò che arriva all'imperatore. L'inglese imperiale è la lingua della burocrazia: ogni documento in lingua nazionale ne richiede una copia in inglese, e i toponimi sono anglicizzati.

The British Empire is made up of imperial states: Britannia Protocapitale, its historic core and seat of power; Britannia Latiromica, named after the region of Latirom, its administrative capital; and the Gallic, Suittic, Teutonic, Castellic, Low, Hellenic, Daelic and Ausmaric Britannias. Each state has a parliament and a governor elected from a list vetted by the centre; at the top sit the imperial parliament, the imperial junta (present in the nations) and the imperial council, which filters what reaches the emperor. Imperial English is the language of bureaucracy: every document in a national language needs an English copy, and place names are anglicised.

La Britannia LatiromicaBritannia Latiromica

È il paese di Arthur. Si divide in regioni: Hillfoot, Lakelike, Stretchnote, Augustine, Veyn, Applejules, Thirtees, Endmiles, Tawskin, Shadeshell, Lable, Latirom, Plightful, Goodrich, Countree, Waterdry, Bottomhouse, Southyap, Lashes e Saltworth. Il diario si muove soprattutto fra Hillfoot, con le contee di Bolinthos, Greenrice, Wedgeville, Powles, Sanders, Naught Port, Braybeen e Aston, e Lakelike, dove Arthur è nato, con le contee di Gersburg, Sageville, Kingshire e Spryce. Il denaro è metallico: bronzi, argenti, ori e lingotti.

It is Arthur's country. It is divided into regions: Hillfoot, Lakelike, Stretchnote, Augustine, Veyn, Applejules, Thirtees, Endmiles, Tawskin, Shadeshell, Lable, Latirom, Plightful, Goodrich, Countree, Waterdry, Bottomhouse, Southyap, Lashes and Saltworth. The diary moves mostly between Hillfoot, with the counties of Bolinthos, Greenrice, Wedgeville, Powles, Sanders, Naught Port, Braybeen and Aston, and Lakelike, where Arthur was born, with the counties of Gersburg, Sageville, Kingshire and Spryce. Money is metal: bronzes, silvers, golds and ingots.

Come si legge il diarioHow to read the diary

Le entrate sono numerate e datate; quelle che portano l'etichetta «appunti sparsi» sono riscritture, rattoppi inseriti nel diario molto dopo, nate su carte di fortuna e non nel gesto quotidiano. Refusi, ripetizioni, incongruenze e neologismi sono lasciati intatti. Dove il diario tace (le «entrate mancanti») compaiono le ricostruzioni congetturali degli studiosi. Il Preambolo, la #0, è datato 30 giugno 1924: Arthur lo scrive un anno dopo l'inizio, guardando indietro.

Entries are numbered and dated; those labelled «appunti sparsi» (scattered notes) are rewrites, patches inserted into the diary long after, born on scraps of paper and not in the daily gesture. Typos, repetitions, inconsistencies and neologisms are left intact. Where the diary falls silent (the «missing entries») the scholars' conjectural reconstructions appear. The Preamble, #0, is dated 30 June 1924: Arthur writes it a year after the start, looking back.

Il diarioThe diary

Le entrate del diario sono in una sezione a parte, in ordine di numero progressivo: ciascuna ha per titolo la data e il numero. Dal 1924 la numerazione dell'anno e quella assoluta divergono (per esempio la #1 del 29 giugno 1924 è in realtà la #366): qui vale il numero progressivo. Le entrate pubblicate sono quelle già scritte e si aggiungeranno man mano.

The diary entries have a section of their own, in order of running number: each is titled by its date and number. From 1924 the yearly numbering and the absolute one diverge (for example the #1 of 29 June 1924 is really #366): here the running number counts. The entries published are those already written, and more will be added as they come.

Leggi le entrateRead the entries (517) →

Alcune entrateA few entries

  • 30/06/1924 – #0 Non vanto una buona memoria. O meglio, per chiaro, non posseggo una buona memoria pe’ lo ch’ho vissuto ‘n carne, le date, le dell’altri storie, l’immagini de’ luoghi ove son stato; nella testa par che tutto si mescoli ‘n una nebbiolina grigiastra a grana…
  • 30/06/1923 – #1 S’ha di che ricominciare, nevvero? Chi sa quant’altre volte addietro, ché sincero non mi son mai messo a contarle, mi son ritrovato ‘n questo bilico ‘sì fisiologico e prevedibile. S’ha di che contrattare coll’ombre del mio crescer dissimile e costringerle a…
  • 03/07/1923 – #4 Mi fu chiaro fin dai primi bagliori roventi ch’il dì si sarebbe spento sul nulla, poscia l’attardarsi ebbro d’ier sera e l’ormai assodate ripercussioni che tali eccessi arrecano alle mie facoltà per giunta di lor natura ‘sì fragilotte ai repentini cangiamenti…
  • 09/07/1923 – #10 Un giro di torno al sole addietro, in pe’ l’erbacce d’Eggville, passeggiato fra ‘l torrido scorrere dell’ennesima ora sin meta o contenuto, ecco lo che rammento di tale ‘dì del calendario, oramai. Il guardo ballerino fra la parietaria e le balle di fieno…
  • 26/03/1926 – #1000 Che cangia, in fine, or che la cifra ‘n anticipo all’entrata ha di che ser ‘sì tonda e lunga? Ebbene, n’ho cennato un qualché ne’ dì scorsi, ch’ho di che trattare un poco codesto dì com’altri e nulla più, sebbene, piute pe’ l’occasione di digredire un poco…
  • 07/05/1926 – #1042 L’Activa Corp. di Verily non ha dimandato molto ‘n termini di fisico e mente. Il signor Tinsteel e i due addetti inviati dal signor Raventale sarebbero stati ‘n grado di ottemperare alle richieste Kryomont sin la mia partecipazione. Alla sesta ora della mane,…

L'apparato degli studiosiThe scholars' apparatus

Quasi tutti gli studiosi del Parkerverse non sono contemporanei di Arthur: lo leggono fra gli anni Novanta e i Duemila. Fa eccezione Miriam Work, che scrive su Mundus nel 1926, negli stessi anni del diario. Ogni saggio, profilo o articolo ha una sua pagina, con il testo intero.

Almost all the scholars of the Parkerverse are not Arthur's contemporaries: they read him between the 1990s and the 2000s. The exception is Miriam Work, who writes in Mundus in 1926, in the very years of the diary. Each essay, profile or article has a page of its own, with the full text.

Arthur Parker

Il diaristaThe diarist · Close Lake, 1888

Scheda biograficaBiographical note

Born in Close Lake, in the county of Sageville, in Lakelike, at the end of 1888. He has kept his diary since 30 June 1923 and, alongside it, the Bruscoli Propedeutici, where he tries to recover the thirty years the diary does not tell.

Nato a Close Lake, nella contea di Sageville, in Lakelike, alla fine del 1888. Scrive il diario dal 30 giugno 1923 e, accanto a esso, i Bruscoli Propedeutici, dove prova a recuperare il trentennio che il diario non racconta.

  • Bruscoli Propedeutici (1) Testo di ArthurText by ArthurIl primo bruscolo: la nascita, la famiglia, i luoghi dei primi anni, scritto da Arthur accanto al diario.The first bruscolo: birth, family, the places of the early years, written by Arthur alongside the diary.

Theodore Brooke

Cronista del corpusChronicler of the corpus

Scheda biograficaBiographical note

Author of The Quiet Machinery, an entry-by-entry chronological mapping of Arthur Parker's diary: the first volume appeared in 1998 from Hillfoot University Press, the second in 2003. His is a chronicler's work: reconstructing, month by month and day by day, what Arthur writes at the moment he writes it. He lives in Cheatfield and has never felt the need to visit the places of the diary.

Autore di The Quiet Machinery, la mappatura cronologica del diario di Arthur Parker, entrata per entrata: il primo volume esce nel 1998 per la Hillfoot University Press, il secondo nel 2003. Il suo è un lavoro di cronista: ricostruire, mese per mese e giorno per giorno, ciò che Arthur scrive nel momento in cui lo scrive. Vive a Cheatfield e non ha mai sentito il bisogno di visitare i luoghi del diario.

  • The Quiet Machinery, Vol. I Saggio (volume)Essay (volume) · 1998La cronaca del Libro Primo, mese per mese, e la ricostruzione congetturale dei periodi in cui il diario tace.The chronicle of Book One, month by month, and the conjectural reconstruction of the periods in which the diary falls silent.
  • The Quiet Machinery, Vol. II Saggio (volume)Essay (volume) · 2003L'analisi di alcune entrate del Libro Terzo e del Libro Quarto, dalla #742 alla #1042, una per una.The analysis of selected entries of Book Three and Book Four, from #742 to #1042, one by one.
Meredith Solbourne

Meredith Solbourne

Studiosa degli appunti sparsiScholar of the scattered notes · 1948, Gersburg

Scheda biograficaBiographical note

Meredith Solbourne nasce a Gersburg, nella regione di Lakelike, da una famiglia di tipografi. Studia Lettere Moderne presso l'Accademia di Gersburg, dove nel 1972 discute una tesi sulle scritture private dei lavoratori della filiera dei carburanti nella regione di Hillfoot tra il 1905 e il 1920, un lavoro che già contiene in nuce la direzione della sua intera carriera accademica. Dopo un breve periodo di insegnamento secondario nella contea di Bolinthos, ottiene nel 1978 un posto presso il Dipartimento di Lettere Moderne dell'Università di Neckwood, dove rimarrà fino al pensionamento.

La sua ricerca si concentra sulle forme autobiografiche marginali: diari operai, quaderni di fabbrica, corrispondenze private non destinate alla pubblicazione, con particolare attenzione alla regione di Hillfoot e alle contee limitrofe nel primo quarto del Novecento. Nel 1989, la Gersburg University Press pubblica la sua monografia The Private Tongue: Paraliterary Diaries in Industrial Britain, 1900–1930, che le guadagna una reputazione solida ma circoscritta negli ambienti accademici della Britannia.

L'incontro con il corpus parkeriano avviene nel 1991. Edmund Fairleigh Ashcroft, con il quale Solbourne aveva avuto sporadici scambi epistolari a margine di un convegno sulle scritture private della classe media industriale, le sottopone un fascicolo contenente una selezione di appunti sparsi tratti dai Diari di Arthur Parker, chiedendole un parere sulla loro classificazione. Il materiale non corrisponde a nessuna delle categorie con cui Solbourne ha lavorato fino a quel momento. Non è diario, non è lirica, non è cronaca, non è flusso di coscienza nella forma consolidata: è qualcosa che sta tra tutte queste cose e non si lascia ridurre a nessuna. Da quel fascicolo nasce un lavoro di studio che attraversa l'intero decennio.

Nel 1997, la Gersburg University Press pubblica Residui e resistenze: gli appunti sparsi di Arthur Parker come forma lirica involontaria, il saggio lungo che costituisce il suo contributo più noto agli studi parkeriani. In esso, Solbourne propone la definizione degli sparsi come «forma respiratoria», né narrativa né lirica ma legata al ritmo fisiologico della scrittura a caldo. Il saggio analizza la struttura lessicale, sintattica e percettiva di un centinaio di sparsi, con particolare attenzione ai campi semantici della degradazione organica, del residuo domestico e della tattilità. La ricezione è stata prevalentemente accademica, con una circolazione limitata ma influente tra gli studiosi del corpus.

Solbourne è nota per un approccio che lei stessa definisce «tattile»: anziché sovraimporre griglie interpretative, tende a seguire la superficie del testo con una minuziosità quasi ossessiva, trattando il lessico, la punteggiatura e persino le esitazioni sintattiche di Arthur come dati sensoriali prima che semantici. I suoi detrattori la accusano di una prossimità eccessiva al soggetto; i suoi estimatori sostengono che sia l'unica ad aver colto il funzionamento reale degli sparsi. Il suo lavoro si distingue da quello di Ashcroft, il cui approccio ai Diari privilegia l'analisi strutturale e la ricostruzione filologica dell'intero corpus, per la scelta deliberata di concentrarsi esclusivamente sugli appunti sparsi come sottogenere autonomo, dotato di leggi proprie e irriducibile al flusso diaristico nel quale Arthur li ha reinseriti.

Solbourne non ha mai considerato concluso il proprio lavoro sul corpus parkeriano. Le sue note critiche, redatte su base continuativa al sopraggiungere di nuovo materiale, accompagnano diverse edizioni e pubblicazioni parziali dei Diari. Una versione integrale e aggiornata di Residui e resistenze, annunciata nel 2004, rimane a oggi inedita.

Aldous Edgar Prynn

Studioso della scrittura retrospettivaScholar of retrospective writing · 1968, Fairing

Scheda biograficaBiographical note

Aldous Edgar Prynn nasce a Fairing, capoluogo della regione di Tawskin, da una famiglia di antiquari e restauratori di libri. Il padre, Clement Prynn, gestisce una bottega di rilegatura e restauro manoscritti nel centro storico di Fairing; la madre, Helena Roche, insegna paleografia presso l'Accademia di Fairing. L'ambiente domestico è quello di un uomo cresciuto fra i dorsi dei libri altrui, fra la colla e la pergamena, e che ha sviluppato un rapporto con la pagina scritta che precede la comprensione del suo contenuto: prima viene la materia, poi il significato.

Studia Lettere e Scienze Archivistiche presso la Royal Academy di Fairing, dove nel 1993 discute una tesi sulle cronache frammentarie di lavoratori e artigiani nella regione di Tawskin fra il 1870 e il 1915, con particolare attenzione alle scritture retrospettive, ossia a quei testi in cui il soggetto scrivente ricostruisce a posteriori un periodo della propria vita non documentato al momento del suo svolgimento. La distinzione fra scrittura sincrona (il diario) e scrittura asincrona (il memoriale, la ricostruzione, il recupero) diventerà il cardine dell'intera carriera di Prynn e il terreno sul quale fonderà la propria pretesa di competenza specialistica, una pretesa che non ha mai avuto ritegno nel formulare.

Dopo la tesi, rifiuta un posto di insegnamento a Polyem e accetta un incarico di ricerca presso l'Archivio Storico di Fairing, dove trascorre quattro anni catalogando fondi privati di famiglie artigiane e industriali. È in questa sede che nel 1996, durante lo spoglio di un deposito acquisito dalla famiglia Dunwell di Sageville, incontra per la prima volta un fascicolo di fogli sciolti attribuiti a un certo A. Parker, contenente frammenti di prosa retrospettiva privi di data e numerati in sequenza. Prynn non conosce ancora il corpus diaristico, non ha mai sentito il nome di Theodore Brooke, e non ha ragione di sospettare che quei fogli siano l'anticamera di un'opera vastamente più ampia. Li cataloga, li trascrive, li studia come farebbe con qualsiasi altro documento della sua specialità: un memoriale frammentario, asincrono, di un uomo che tenta di recuperare il proprio passato con gli strumenti della scrittura.

L'incontro con il diario avviene due anni dopo, nel 1998, quando il primo volume di Brooke, The Quiet Machinery, arriva sul suo tavolo per il tramite di un collega dell'Archivio. Prynn vi riconosce immediatamente il nome e il registro. I Bruscoli Propedeutici, che aveva trattato come un documento isolato, si rivelano essere il versante retrospettivo di un'impresa diaristica di proporzioni notevoli. Da quel momento il lavoro cambia scala. Prynn impiega i sette anni successivi a integrare lo studio dei Bruscoli con la conoscenza del corpus principale, pubblicando nel 2005 il volume che resta il suo contributo più noto: L'Anticamera: i Bruscoli Propedeutici di Arthur Parker e la ricostruzione del trentennio muto, edito dalla Tawskin University Press.

Il rapporto con il lavoro di Brooke è di rispetto e di delimitazione. Prynn riconosce la solidità cronistica del collega di Cheatfield e lo cita quando la materia lo richiede, con una correttezza che non è mai, tuttavia, scevra da una certa condiscendenza implicita. Il lavoro di Brooke, nella visione di Prynn, è un lavoro di mappatura: necessario, meritorio, ma limitato alla superficie sincrona del testo, a ciò che Arthur scrive nel momento in cui lo scrive. I Bruscoli esigono qualcosa di diverso: la capacità di leggere ciò che un uomo ricorda, il modo in cui lo ricorda, la distanza fra il fatto e la sua ricostruzione, le omissioni che non sono vuoti ma scelte, le deformazioni che non sono errori ma architettura. Prynn è convinto, e non fa nulla per nasconderlo, che questa seconda disciplina sia la più ardua e la più rivelatrice. "La cronistoria," ha scritto nella prefazione dell'Anticamera, "ci dice dove un uomo è andato. La ricostruzione memoriale ci dice dove credeva di essere stato, il che è quasi sempre più istruttivo."

Lo stile di Prynn è più verboso di quello di Brooke, più incline alla digressione argomentata, e non rinuncia mai all'occasione di mostrare che la propria lettura raggiunge uno strato che altri, per formazione o per temperamento, non hanno gli strumenti di raggiungere. Non è arroganza dichiarata: è la quieta certezza di chi è cresciuto a Fairing, fra antiquari e paleografi, e considera la propria prossimità alla materia del testo un vantaggio non replicabile. I suoi detrattori lo accusano di prolissità e di una tendenza a complicare ciò che potrebbe essere detto più semplicemente. Prynn non ha mai considerato la semplicità una virtù critica.

Risiede tuttora a Fairing, dove prosegue il lavoro sul corpus parkeriano e dirige un seminario annuale sulle scritture retrospettive presso la Royal Academy. Non ha mai visitato Lylcoin, né Bolinthos, né alcuna delle località che Arthur frequenta nel diario. Condivide con Brooke questa distanza geografica dal soggetto, sebbene le ragioni siano diverse: Brooke non ci va perché non ne sente il bisogno, Prynn non ci va perché ritiene che il testo debba bastare.

  • Bruscoli Propedeutici, #1: La genesi topografica AnalisiAnalysisL'analisi del primo bruscolo: la nascita come atto di fondazione e la distinzione fra memoria diretta e memoria mediata.The analysis of the first bruscolo: birth as an act of foundation and the distinction between direct and mediated memory.

Constance Vael

Sociologa delle relazioniSociologist of relationships

Scheda biograficaBiographical note

Department of Relational Sociology, University of Streamver. Author of the relational profiles of the diary's characters.

Dipartimento di Sociologia delle Relazioni, Università di Streamver. Autrice dei profili relazionali dei personaggi del diario.

Hasselmann

Studioso della psiche di ArthurScholar of Arthur's psyche

Scheda biograficaBiographical note

Author of the short essays collected in Psicomarchi Inchiostrati, devoted to the psychological structures of the corpus.

Autore dei saggi brevi raccolti in Psicomarchi Inchiostrati, dedicati alle strutture psicologiche del corpus.

  • La matrice primaria Saggio breveShort essayLe strutture psicologiche dei primi mesi del diario (giugno-luglio 1923).The psychological structures of the first months of the diary (June-July 1923).

Miriam Work

Studiosa di geopolitica comparataScholar of comparative geopolitics · Frosnaught, Latirom

Scheda biograficaBiographical note

Scholar of comparative geopolitics, born in Frosnaught (Latirom). She studied and taught at the University of Kolor, Teutonic Britannia. She writes for newspapers and independent research labs.

Studiosa di geopolitica comparata, nata a Frosnaught (Latirom). Ha studiato e insegnato presso l'Università di Kolor, Britannia Teutonica. Collabora con testate giornalistiche e laboratori di ricerca indipendenti.

A che punto siamoWhere it stands

Il progetto è aperto e in corso. Il diario è arrivato alla #1042, del 7 maggio 1926; alcuni periodi mancano o sono ricostruiti dagli studiosi, e altre entrate si aggiungeranno. Anche l'apparato cresce: nuovi saggi, profili e articoli arriveranno via via, ciascuno scritto guardando soltanto a ciò che il diario aveva già detto a quel punto.

The project is open and ongoing. The diary has reached #1042, of 7 May 1926; some periods are missing or reconstructed by the scholars, and more entries will be added. The apparatus grows too: new essays, profiles and articles will come, each written looking only at what the diary had already said by that point.

Nota sulla finzioneA note on fiction

Opera di finzioneA work of fiction

Parkerverse è interamente un'opera di finzione: personaggi, luoghi, contee, istituzioni, aziende, eventi e date sono inventati, e inventati sono anche gli studiosi e i loro testi. Ogni somiglianza con persone, luoghi o fatti reali è casuale. L'apparato fa parte della finzione e non va letto come documentazione storica.Parkerverse is entirely a work of fiction: characters, places, counties, institutions, companies, events and dates are invented, and so are the scholars and their texts. Any resemblance to real persons, places or facts is coincidental. The apparatus is part of the fiction and is not to be read as historical documentation.

La lingua del diarioThe language of the diary

Il diario è scritto in un italiano arcaizzante e instabile, con neologismi, calchi e licenze poetiche. Non è stato corretto: è la voce di Arthur.The diary is written in an archaic, unstable Italian, with neologisms, calques and poetic licences. It has not been corrected: it is Arthur's voice.

Scheda tecnicaDetails

StatoStatus
In corsoIn progress
Periodo di lavoroPeriod of work
dal 2023since 2023
LinguaLanguage
Italiano (arcaizzante)Italian (archaic)
AutoreAuthor
Marco DelrioMarco Delrio
StrutturaStructure
Quattro libri, entrate numerate (fino alla #1042)Four books, numbered entries (up to #1042)
PubblicazionePublication
TBDTBD