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ProfiloProfile · 2001
Susan Rommer: profilo biografico e analisi relazionale
diby Constance Vael · Apparato paratestuale
Apparato paratestuale
Profilo biografico e analisi relazionale
Corpus analizzato fino all’entrata:
#984 — 10 marzo 1926
Dr. Constance Vael
Dipartimento di Sociologia delle Relazioni, Università di Streamver
NOTA METODOLOGICA
Il presente profilo si basa esclusivamente sul corpus diaristico di Arthur Parker e sulla nota biografica inclusa nell’apparato del volume. Il corpus è un’opera aperta, in continua espansione: le analisi qui contenute sono valide fino all’entrata #984, datata 10 marzo 1926. Qualsiasi entrata successiva può modificare, integrare o smentire quanto qui scritto. Il profilo è da intendersi come documento vivo, soggetto ad aggiornamento.
Susan Rommer compare nel corpus con una frequenza contenuta ma distribuita su un arco temporale insolitamente lungo. Le occorrenze sono ventiquattro in totale, ma la loro distribuzione non è uniforme: un primo blocco si concentra nel 1924, un secondo, più rado, tra la fine del 1925 e il marzo 1926. Tra i due blocchi esiste un silenzio di circa un anno, che il corpus documenta esplicitamente come silenzio volontario da parte di Arthur. Questa struttura a due fasi, separata da un congedo formale e poi da una ripresa, è unica nel corpus analizzato e costituisce l’elemento più interessante del profilo dal punto di vista relazionale.
Come da metodo consolidato, questo profilo non analizza ciò che Susan prova o pensa: analizza come Arthur la nomina, la gestisce, la allontana e la richiama, e cosa quella geometria rivela della funzione che Susan occupa nella sua rete. Le inferenze sul carattere di Susan sono costruite esclusivamente su dati testuali diretti e segnalate come tali quando comportano un margine interpretativo.
C. Vael, Streamver, 2001
SCHEDA ANAGRAFICA
Nome completo: Susan Rommer
Anno di nascita: 1890
Luogo di nascita e prima formazione: Regione di Waterdry
Luogo di studi: Bolinthos, regione di Hillfoot (Accademia Economica)
Luogo di residenza al 1922–1926: Bolinthos (non ulteriormente specificato nel corpus diaristico)
Impiego principale (fino al 1925): Impiegata gestionale, fabbrica di vetture; responsabile del flusso produttivo; formatrice esterna per altri stabilimenti
Impiego dal 1925: Insegnante (materia e istituto non specificati nel corpus diaristico)
Rapporto con Arthur Parker: Relazione breve e problematica nel 1922; contatti sporadici e corrispondenza intermittente nel 1924; congedo formale; ripresa di contatti tra fine 1925 e marzo 1926
Prima occorrenza: Preambolo (voce #0, 30/06/1924), retrospettiva
Prima occorrenza nel corpus diaristico: Marzo 1924, entrata corrispondente alla lettera ricevuta da Knighthill
Ultima occorrenza analizzata: Entrata #984, 10 marzo 1926
Occorrenze nel corpus (fino a #984): 24 (incluse occorrenze come “Rommer” e “Susan”)
Nota 1 — La nota biografica indica che Susan ha completato i propri studi all’Accademia Economica di Bolinthos. Il corpus diaristico non conferma né smentisce questo dato, che si assume come valido in assenza di informazioni contraddittorie.
Nota 2 — Il corpus diaristico non specifica la materia insegnata né l’istituto presso cui Susan lavora a partire dal 1925. Questo elemento rimane aperto e andrebbe integrato se entrate successive fornissero informazioni al riguardo.
Nota 3 — Il Preambolo colloca Susan nella categoria dell’esilio forzato, insieme ad Allison. Questa formulazione retrospettiva, scritta il 30 giugno 1924, descrive una decisione già presa, non una situazione in corso. Al momento della stesura del Preambolo, Arthur e Susan non sono in contatto. Il riavvicinamento del maggio 1924 avviene quindi dopo la stesura del Preambolo, fatto che complica la lettura cronologica e che è discusso nella sezione relazionale.
PROFILO PROFESSIONALE
Formazione e carriera gestionale
Susan nasce nella regione di Waterdry, dove trascorre la maggior parte della sua vita prima di trasferirsi a Bolinthos per completare gli studi. La nota biografica indica l’Accademia Economica di Bolinthos come luogo di formazione, collocandola geograficamente nella regione di Hillfoot al momento dell’incontro con Arthur nel 1922.
Il profilo professionale di Susan fino al 1925 è quello di una specialista nella gestione dei flussi produttivi. Lavora come impiegata gestionale in una fabbrica di vetture, dove si occupa dell’organizzazione dell’intero flusso produttivo dello stabilimento. Il ruolo non è operativo ma coordinativo: Susan non lavora sulle macchine, gestisce il sistema che le governa. Parallelamente tiene corsi e seminari per impiegati gestionali di altri stabilimenti, il che indica che la sua competenza è riconosciuta al di là del proprio datore di lavoro diretto.
Questo profilo, solido e strutturato, contrasta con la vaghezza con cui Arthur tratta la dimensione professionale di Susan nel corpus diaristico. Arthur non la cita mai in relazione al lavoro: Susan non compare in nessuna entrata dedicata a questioni professionali, non è mai menzionata in associazione a stabilimenti, aziende o colleghi. Il suo impiego esiste nella nota biografica, non nel diario. Questo dato non deve essere letto come irrilevanza professionale di Susan, ma come segnale della funzione che essa occupa nell’economia narrativa di Arthur: Susan è interamente relegata alla sfera privata e affettiva del corpus, indipendentemente da ciò che fa nel mondo.
La transizione verso l’insegnamento
Nel 1925 Susan lascia la fabbrica di vetture e si orienta verso una carriera nell’insegnamento. La nota biografica segnala questo passaggio senza fornire dettagli sulla materia o sul contesto. Il corpus diaristico non vi fa riferimento diretto: il cambiamento professionale di Susan non viene commentato da Arthur in nessuna entrata analizzata.
La trasformazione è tuttavia strutturalmente significativa. Susan lascia un ruolo gestionale in un settore industriale per entrare nell’ambito educativo: un passaggio che implica una ridefinizione del proprio rapporto con il sapere e con gli altri, da coordinatrice di processi a trasmettitrice di conoscenze. Sulla base dei soli dati disponibili non è possibile stabilire le ragioni di questa scelta né il suo contesto specifico.
PROFILO RELAZIONALE
La relazione del 1922 e l’esilio
Susan e Arthur si conoscono nel 1922 tramite un amico comune. La relazione che ne segue è descritta dalla nota biografica come breve e piuttosto problematica. Il corpus diaristico non fornisce una narrazione diretta degli eventi: Arthur, nel Preambolo retrospettivo del giugno 1924, colloca Susan nella categoria dell’esilio forzato, insieme ad Allison. La formulazione accomuna le due senza distinguerle: entrambe vengono trattate come rapporti da cui Arthur si è separato nell’interesse del proprio equilibrio.
L’unica descrizione articolata della relazione originale si trova nell’entrata del marzo 1924, quando Arthur riceve la prima lettera di Susan dopo mesi di silenzio. In quel contesto Arthur scrive che con Susan nacque il me peggiore, lo che mentiva e inquinava cada dì coll’egoismo narcisista che troppo tardi ho imparato ad accettare, combattere e debellare. La responsabilità attribuita è interamente di Arthur, non di Susan. La relazione non ha reso Susan peggiore: ha portato alla luce la versione peggiore di Arthur. Questa attribuzione unilaterale di colpa è significativa e insolita nel corpus, dove Arthur tende a distribuire le responsabilità delle relazioni fallite in modo più ambivalente.
Nella stessa entrata Arthur aggiunge di essersi trovato nell’ultimi anni a dimandarsi se Susan fosse di fatto la compagna più compatibile alla sua persona, se un dì persona fossi diventato davvero. L’ipotetico condizionale, se un dì persona fossi diventato, sposta il problema dalla compatibilità alla maturità: il fallimento del 1922 non è un errore di scelta ma un errore di timing. Arthur non era ancora chi avrebbe dovuto essere.
Il riavvicinamento del 1924 e la sua struttura
Il riavvicinamento del 1924 è avviato da Susan, non da Arthur. È Susan che scrive, che si palesa sin preavviso e con affabilità piacevole (entrata #334, maggio 1924). Arthur risponde, e nelle settimane successive i due costruiscono una corrispondenza che Arthur descrive come potenzialmente in grado di rimembrare un’amicizia dal profumo malizioso: non una riconciliazione, non un ripristino della relazione, ma qualcosa di ibrido, formalmente amicale e strutturalmente ambiguo.
Arthur, in questo periodo, non cede mai del tutto. Quando Susan lo invita a un cordiale di persona, Arthur risponde vagamente, cambiando argomento, alludendo positivamente all’invito col sottotesto. La risposta non è un rifiuto né un’accettazione: è una gestione. Arthur lascia aperto uno spiraglio senza attraversarlo. Riconosce la scaltrezza conversazionale di Susan come qualcosa con cui fa sempre fatica a inquadrare la maniera corretta di approcciarsi: Susan non è manipolativa, ma capace, e quella capacità disturba Arthur, che preferisce essere lui a condurre le interazioni.
“Mi par di star costruendo un qualché che pote rimembrare un’amicizia dal profumo malizioso.”
Entrata #340, estate 1924
Il termine malizioso è preciso. Non negativo, non positivo: connotato di una tensione che Arthur riconosce e non intende risolvere. L’ambiguità è la struttura stessa di questo rapporto nel 1924, non una fase transitoria.
Il congedo del 1924
Il congedo formale avviene nell’estate del 1924. Arthur riceve una missiva da Susan dal tono tale da fargli comprendere che sarebbe cosa saggia lassar spirare anche l’appena rinati desei d’un ricollegamento notevole (entrata corrispondente, estate 1924). La formulazione è rivelatrice: non è Susan che taglia, è Arthur che legge un segnale nella sua lettera e decide di agire di conseguenza.
Pochi giorni dopo Arthur scrive a Susan congedandola con grazia e dimandandole d’interrompere futuri contatti eventuali. Le motivazioni dichiarate sono due: il tremolìò ch’ella si trascina seco 'n ogni capolino ch’effettua, ovvero la perturbazione emotiva che ogni contatto con Susan produce in Arthur, e la volontà di eliminare dal proprio sistema gli stessi memento che lo riconducono a Valerie. Susan viene esplicitamente associata a Valerie come categoria di perturbazione, non come singolo caso.
Questo accostamento è il dato strutturalmente più denso dell’intera relazione. Susan non è Valerie, e Arthur lo sa. Ma produce un effetto analogo: riattiva qualcosa che Arthur ha deciso di contenere. Il congedo da Susan è quindi anche un atto di igiene del sistema, non solo una decisione relazionale specifica.
Il silenzio del 1924–1925 e la sua gestione
Nelle settimane successive al congedo, Arthur registra più volte l’assenza di risposte da parte di Susan, o l’assenza di contatti. In un’entrata dell’autunno 1924 scrive di essersi persino convinto di ricevere un qualche telegramma da parte di Susan, non so bene il motivo, per poi aggiungere: eppure nulla. E, di fondo, ciò è bene. La costruzione della frase è significativa: la valutazione positiva del silenzio arriva dopo l’ammissione che lo stava aspettando. Arthur non è indifferente: è in gestione attiva della propria indifferenza.
Tra la fine del 1924 e la fine del 1925 Susan scompare dal corpus. Non è nominata, non arrivano sue lettere, Arthur non la menziona. Il silenzio dura circa un anno. Poi, nel novembre 1925, Arthur e Susan si incontrano alla Foamy Carpet, una taverna al margine settentrionale di Bolinthos.
La Foamy Carpet e la fase finale
L’incontro alla Foamy Carpet è l’unico episodio di contatto diretto tra Arthur e Susan documentato nel corpus. Arthur lo descrive nell’entrata #927 del gennaio 1926, retroattivamente: In una già fredda sera del novembre scorso, io e la signorina Rommer ci siamo recati presso la Foamy Carpet per qualche ciarla riassuntiva. La retrospettiva è di quasi due mesi. Il fatto che Arthur non abbia scritto dell’incontro al momento in cui è avvenuto, e che lo elabori solo a gennaio, suggerisce che l’episodio abbia richiesto tempo per essere assimilato.
Ciò che Arthur ricorda di quella serata non è la dinamica affettiva ma la qualità intellettuale dei dialoghi: la semplicità colla quale i dialoghi scivolano ’n tematiche impegnate, dalli commenti sulli studi accademici alla condivisione dell’opinioni sulle politiche imperiali. Arthur specifica che raramente gli capita di affinare la dialettica sperimentale o discutendo dell’implicazioni delle mie assidue ricerche con i propri interlocutori abituali. Susan offre una qualità di scambio che Arthur riconosce come rara. Questa osservazione è forse la descrizione più rispettosa che Arthur dedichi a Susan in tutto il corpus.
“Lo che d’ella fàscinami tutt’ora, pur poscia ’l palese rifiuto d’una riconciliazione differente da quella che si limita a un incontro annuale, pare ser la semplicità colla quale i dialoghi scivolano ’n tematiche impegnate.”
Entrata #927, gennaio 1926
La formulazione palese rifiuto di una riconciliazione differente indica che a novembre del 1925 Arthur ha in qualche misura sondato la possibilità di un riavvicinamento più sostanziale, e Susan ha risposto negativamente o ha reso chiaro che il tipo di rapporto disponibile è quello di un incontro annuale. Arthur accetta questo esito senza commentarlo in modo conflittuale.
Nei mesi successivi, tra gennaio e febbraio 1926, Arthur tenta nuovamente di riattivare la corrispondenza. Invia missive tramite Watson, aspetta risposte, le ottiene con ritardo e parsimonia. In un’entrata del febbraio 1926 riceve una risposta che definisce ermetica, e aggiunge: tale parsimonia nello scrivere m’ha narrato più di quanto poteo sperare. L’asimmetria è chiara e Arthur la registra senza negarla: m’è ben pristino che ’n vi sia una simmetria di considerazione ’n codesto rapporto.
La chiusa di marzo 1926
Nell’entrata del 10 marzo 1926 Arthur riceve un telegramma di Susan che chiede una visita nelle settimane a venire. L’entrata è densa e articolata: Arthur sta riflettendo su Lilian e Annie, sul proprio ruolo come padre, sui fallimenti del passato. Il telegramma di Susan arriva in questo contesto. Poche righe dopo, Arthur scrive: Susan avea di ch’irsi prima o dopo. O meglio: ì aveo di che lassarla ire.
La correzione interna a questa frase è il momento più preciso di tutto il profilo. Arthur inizia attribuendo il movimento a Susan, doveva andarsene, poi si corregge: era lui che doveva lasciarla andare. La responsabilità del distacco è di Arthur, non di Susan. È la stessa struttura dell’entrata del 1924, ribadita tre anni dopo: Arthur non ha sbagliato a stare con Susan, ha sbagliato a non essere in grado di starci in modo sano.
Due giorni dopo, nell’entrata dell’11 marzo 1926, Arthur scrive: non so che sarà d’Arthur e Susan, o meglio, ben lo so. Ella ha di che permanere nell’immagini ch’ho eletto di custodire, le meno spinose e le più idilliache, ’n un velo di irrazionale idealizzazione che non vergognomi a vantare. Ì, di contro, scivolò dalle palme de’ suo’ ricordi mano a mano che ’l suo quotidiano e ch’un qualché migliore di Arthur avrà di che carpirle ogni bizzo. La distinzione tra le due proiezioni è netta: Susan nella memoria di Arthur rimane idealizzata; Arthur nella memoria di Susan sparirà. Non è autocommiserazione: è una valutazione strutturale, abbastanza onesta da essere segnata.
ANALISI CARATTERIALE
Avvertenza metodologica: ciò che segue è la mappa di come Arthur percepisce Susan, non un ritratto di Susan. La distinzione è particolarmente importante in questo caso, perché Arthur ha interessi emotivi evidenti nel modo in cui costruisce la figura di Susan, e quei bias sono parte del dato da analizzare.
La scaltrezza conversazionale
Il tratto che Arthur attribuisce più direttamente a Susan è una forma di intelligenza relazionale che lui chiama scaltrezza conversazionale. Non è un termine neutro: scaltrezza implica consapevolezza strategica, capacità di calcolo. Arthur riconosce di fare sempre fatica a inquadrare la maniera corretta o perlomeno ottimale di approcciarsi a questa qualità. Susan, in altri termini, non è prevedibile. Non risponde secondo schemi che Arthur sa leggere in anticipo.
Questo è raro nel corpus. Arthur legge le persone con precisione quasi ossessiva: anticipa le reazioni di Ada, di Stewart, di Florence, di Tinsteel. Con Susan questa capacità gli viene meno, o funziona solo parzialmente. La risposta ermetica del febbraio 1926 è l’esempio più recente: Arthur la riceve, la riconosce come comunicativa, ma non riesce a decodificarla completamente. Tale parsimonia nello scrivere m’ha narrato più di quanto poteo sperare: qualcosa è stato comunicato, ma Arthur non lo traduce in parole sul diario. Non può, o non vuole.
La capacità intellettuale
L’osservazione più precisa che Arthur dedica a Susan nel corpus è quella relativa alla qualità dei dialoghi alla Foamy Carpet. Arthur specifica che con Susan può affinare la dialettica sperimentale e discutere di politiche imperiali e studi accademici: argomenti che con i suoi interlocutori abituali, tutti impegnati nel lavoro pratico o nella socialità informale, trova difficile trattare. Susan porta una dimensione intellettuale che il resto della rete di Arthur non copre in modo analogo.
Questa osservazione è tanto più significativa perché arriva in un’entrata retrospettiva, a distanza di due mesi dall’incontro. Arthur non la scrive a caldo, la elabora nel tempo e la restituisce come memoria ancora effervescente. La qualità intellettuale di Susan non è un dettaglio: è ciò che Arthur ricorda con più precisione.
L’asimmetria come dato strutturale
Un elemento che emerge con chiarezza dal corpus è l’asimmetria del rapporto nel suo secondo ciclo. Susan risponde tardi, in modo parco, con lettere definite ermetiche. Non si presenta agli appuntamenti concordati, almeno in un’occasione che Arthur segnala. Non risponde ai telegrammi con la prontezza che il loro rapporto epistolare precedente aveva stabilito.
Arthur registra tutto questo senza conflitto aperto, ma anche senza ignorarlo. La formula m’è ben pristino che ’n vi sia una simmetria di considerazione ’n codesto rapporto è una constatazione, non una lamentela. Arthur ridimensiona le proprie aspettative e decide di preservare la sfumatura goliardica ch’entrambi ostentiamo ne’ contatti saltuari: il tono leggero come strategia di conservazione di qualcosa che altrimenti cesserebbe del tutto.
L’asimmetria non caratterizza Susan come indifferente: la sua comparsa con un telegramma nel marzo 1926 indica che mantiene un interesse, per quanto gestito con i propri tempi e a propria discrezione. Ciò che il corpus documenta è semplicemente che Susan e Arthur misurano diversamente la frequenza e l’intensità dei contatti appropriati. Susan appare più regolata nel proprio rapporto con il passato; Arthur più soggetto a oscillazioni.
L’effetto perturbativo
Il termine che Arthur usa per descrivere l’effetto di Susan su di sé, nei momenti di maggiore onestà, è tremore. Il tremolìò ch’ella si trascina seco ’n ogni capolino ch’effettua non è un difetto di Susan: è una perturbazione interna ad Arthur che Susan attiva. Questo meccanismo, che Arthur nel 1924 usa come giustificazione per il congedo, rimane attivo nel 1926: l’entrata in cui Arthur invia un telegramma a Susan descrive la presa che lei ha sul suo benestare, vagheggiare, intero cogito come qualcosa che s’amplifica oltre ’l razionale alla scesa della seconda chiara.
L’alcol come amplificatore del sentimento per Susan è un dato ricorrente: sia alla Foamy Carpet sia nelle riflessioni del febbraio 1926, la chiarezza emotiva di Arthur rispetto a Susan aumenta quando il filtro razionale si abbassa. Non è un dettaglio decorativo: suggerisce che Arthur, nella sobrietà diurna, gestisca attivamente la propria risposta a Susan, e che quella gestione richieda uno sforzo.
POSIZIONE NELLA RETE RELAZIONALE
Susan e Juliet Vermeer: una categoria parallela
Nel corpus del 1925–1926, Susan compare più volte in coppia con Juliet Vermeer: le due vengono nominate nella stessa frase, attese insieme, lamentate insieme quando non scrivono. Questa associazione non è casuale. Juliet Vermeer è un’altra presenza della sfera semi-privata di Arthur, geograficamente distante, a cui Arthur dedica una corrispondenza intermittente ma che considera significativa. Entrambe ricevono missive, entrambe rispondono in modo incostante, entrambe si trovano in una zona del corpus che è né quella dell’amicizia consolidata né quella della relazione attiva.
Nell’entrata #890 del dicembre 1925, Arthur lamenta l’assenza di notizie dalle signorine Vermeer e Rommer nel giorno del proprio compleanno, aggiungendo: stolto ì, quissà, nel fiduciare. L’autoironia è presente, ma il tono tradisce una reale aspettativa disattesa. Susan e Juliet Vermeer occupano la stessa funzione: presenze che Arthur vorrebbe più costanti di quanto siano, e per cui continua a ripetere lo stesso ciclo di attesa e adeguamento.
Susan come categoria a sé
Nonostante le analogie con Juliet Vermeer, Susan occupa una posizione distinta nel sistema parkeriano per un motivo preciso: è l’unica persona nel corpus a cui Arthur attribuisce esplicitamente di aver fatto emergere il me peggiore. Questa formulazione non compare per nessun’altra figura. Non per Valerie, non per Allison, non per le altre relazioni documentate. Susan è il nome associato alla versione più deteriorata di Arthur, quella che mentiva e inquinava cada dì coll’egoismo narcisista.
Paradossalmente, è anche la persona di cui Arthur conserva le immagini meno spinose e più idilliache. La copresenza di questi due poli, massima degradazione e massima idealizzazione, segnala che Susan non è una figura neutra nel sistema di Arthur. È una figura su cui Arthur proietta in modo intenso, in entrambe le direzioni. Il fatto che abbia deciso di congedarla nel 1924 e di non averci mai davvero finito dice molto sulla natura di questa proiezione.
L’entrata della chiusa, Susan avea di ch’irsi prima o dopo. O meglio: ì aveo di che lassarla ire, è la sintesi più onesta che Arthur produce su questo rapporto. Non è una storia d’amore che non ha funzionato: è una storia d’amore che Arthur non è riuscito a gestire nel momento in cui avrebbe potuto, e che ha continuato a non riuscire a lasciare andare nei tre anni successivi.
DISCRIMINANTI PER AGGIORNAMENTI
Questa sezione elenca le questioni aperte che entrate successive all’#984 potrebbero risolvere, modificare o complicare. Va consultata prima di estendere il profilo a nuovo materiale.
1. La visita richiesta da Susan nel marzo 1926
Nell’entrata #984 Arthur riceve un telegramma di Susan che chiede una visita nelle settimane a venire. Il corpus analizzato non documenta se questa visita avvenga. È la questione più urgente da monitorare: un incontro diretto tra Arthur e Susan, il secondo documentato nel corpus, modificherebbe significativamente la sezione relazionale e potenzialmente la chiusa del profilo.
2. La carriera nell’insegnamento
La nota biografica indica che Susan si orienta verso l’insegnamento a partire dal 1925, ma non fornisce dettagli sulla materia o sul contesto. Il corpus diaristico non ha ancora integrato questa informazione. Entrate successive in cui Arthur menzioni il nuovo lavoro di Susan arricchirebbero il profilo professionale.
3. Il rapporto con Juliet Vermeer
Susan e Juliet Vermeer compaiono spesso associate nel corpus. Non è chiaro se le due si conoscano tra loro o se la loro vicinanza nel testo sia esclusivamente una proiezione della mente di Arthur. Se entrate successive documentassero un legame diretto tra loro, la sezione sulla posizione nella rete andrebbe integrata.
4. La partenza di Arthur da Lylcoin
Arthur sta lasciando la contea di Bolinthos. Susan vive a Bolinthos. La distanza geografica modificherà la struttura dei loro contatti. Entrate successive in cui Arthur menzioni Susan dopo la partenza potrebbero chiarire se il rapporto sopravvive alla lontananza o si cristallizza nella forma già annunciata: Susan come immagine conservata, Arthur che scivola dalla memoria di lei.
5. L’amico comune del 1922
La nota biografica indica che Susan e Arthur si sono conosciuti tramite un amico comune. Questa figura non compare nel corpus diaristico. Se entrate successive la identificassero, potrebbe emergere un contesto relazionale più ricco per comprendere le origini della relazione del 1922.
Constance Vael
Streamver, 2001 — aggiornato a #984