01/03/1926 – #975
L’ultimo dì della settimana non ha portato granché di che narrare e va’ un po’ ‘n contro all’aspettative ch’il primo dì della luna nuova avrebbe di che sfoggiare; ì e Lilian abbiam oziato sin rimorsi nel tino dell’appartamento d’April Street vistesi anche le sue condizioni di salute ancora non ottimali. Abbiamo posposto perfino lo studio integrativo assignatole dall’Accademia ed ella avrà modo dimani pe’ recuperare ‘l tutto presso il suo quarto in Gersburg. Ì ed Ada abbiamo incipito la nettatura profonda de’ quarti, di modo che ne’ prossimi mesi li spazi abbiano di che mostrare ad agenti e potenziali acquirenti lo che codesto rifugio ‘n Lylcoin ha d’offrire. Non ne sentirò nostalgia, ben lo so, non ho mai sentitomi per vero in casa ‘n questo luogo, e, quissà, da nessuna parte, in fondo, mai mi sentii tale; la mia ricerca d’un focolare non cessa, dunque. Sittante memorie restano incastonate ne’ becchi della masserizia, nell’aloni indelebili sul cotto, ne’ graffi sull’angoli dei montanti ‘n legno; n’avrò modo di rimuginarci in dosso, ne sono sicuro, nel momento ‘n cui avrò di che sortire pe’ l’ultima volta da codesto posto. Mancano ancora molti mesi, tuttavia, e ‘l travaglio pare appena cominciato. Un poco come ‘l progetto Kryomont ch’albeggia ufficialmente dimani. Martedì, compagnato dal signor Tinsteel e ‘l signor Cauque, raggiungeremo Minestern, nella regione di Stretchnote, per una riunione introduttiva coi responsabili del progetto Kryomont, Reginald Ray e Nadia Neithers; al momento non so se vi siano membri aggiuntivi. Il tutto dovrebbe svolgersi in qualche ora, indugiando sui convenevoli del caso e l’allusioni per nulla velate alle prospettive annuali, roba ch’ì aborro, codesta demagogia da scrivania laccata, codeste borie da numeri e grafici ch’han poco di che centrare col progetto inventariale in sé. Ho promessomi di mantenere serrate le fauci pe’ lassare ch’il signor Tinsteel e ‘l signor Caque gestiscano ‘n una maniera più collaborativa e meno arcigna la parte sociale dell’intero progetto Kryomont. Le mie richieste organizzative e pecuniarie riguardo l’intero svolgimento stagionale sono state accontentate ed ho poco di che recriminare alla Frontprice, alla Meanwhile, e alla Kryomont, al momento, sebbene, didentro, serbo scarsa fiducia verso l’ottemperanza di tali promesse. Ben so già ch’ho di che declarare, d’ogni modo, alle mancanze su tali fronti ne’ mie’ confronti. Dimani, in vece, avrò di che tastare l’acque d’alcune fabbriche di Bolinthos e dintorni p’una breve elaborazione visiva dello stato attuale delle riserve di carburante a freddo presso li stabilimenti. Non ho intenzione, dimani, di travagliare a oltranza, essendo ben col cranio altrove, al momento, ed ho perfino di che giungere ‘n Streamver pe’ la riunione settimanale del circolo letterario. Florence già sa ch’ho di che abbandonare la contea tra qualche mese e credo ch’avrò di che concedere la notizia all’altri membri, s’un anfratto di ciarle svaganti avrà di che prendere piede nell’ore di riaratura. D’altrone, lo spettacolo di fine marzo continua a ser prossimo un poco piute ogniddì ed ì ho di che sicurarmi della preparazione dei figuranti: una cosa che non ho ancora espresso in cotante paginette è ch’il dì dello spettacolo vi saranno ‘n visita molt’individui facoltosi ‘n cerca di nuove compagnie da finanziare e promuovere; debbo ser certo che la Fox Reprise abbia di che mostrare ‘l lato migliore possibile, di modo da non ganasciarsi le palme nell’eventualità d’un rifiuto. S’esso avrà di che venire, chessìa, ma ch’arrivi poscia lo spettacolo meglio imbastito ch’abbiamo di che proporre.