14/02/1926 – #960
La visita dei Parker ha scorso sin particolari note di che cronacare, salvo qualche spigoloso dibattito sulle quistioni economiche del sottoscritto ch’ha dovuto di che scudare sin remore le proprie convinzioni sulla capacità ch’ha di mantenere costante ed esponenziale ‘l rimedio a brve termine. Ciononostante, Lilian s’è acclimatata con essi ‘n maniera cheta e affettuosa e son convinto ch’ha rinnovato nel trio d’ospiti un calore famigliare di non poco conto. La mane ha vistomi rassettare i quarti con Ada, nel tentativo d’ottenere un ambiente confortevole ed ammirevole ‘n vista del giudizio schietto della generazione precedente che sarebbe rivata dillì a poco; debbo dire che, nonostante siano avari di complimenti, ho potuto ir fiero della geometria minimale raggiunta. I programmi del dì si limitavano a godere della compagnia reciproca, sin lassare le mura d’April Street, colpa pure d’un pioggino fine ma scorbutico ch’avvolgeva l’intera Lylcoin. Ì sono dedicàtomi a fornire ‘l nuovo indirizzo di corrispondenza alle sparute conoscenze ch’avranno ‘l privilegio di potermi rintracciare pure ne’ dì ‘n cui m’avulgo totalmente dell’impiego e dell’obbligazioni. Salvo i Parker e Lilian, vi sono Juliet, Annie e Flo. V’è stata una perplessità iniziale su tale scelta ma dubito che vi sia una sorta d’assenza di comprensione riguardo, alla prima realizzazione oggettiva dell’infinite ore che spendo durante la settimana di torno d’Hillfoot. M’è giunta una missiva da parte della Frontprice che m’avvisa d’un mandatorio controllo alla vettura ch’utilizzo pe’ l’obbligazioni. Debbo specificare che, di fatto, son essi a finanziare tale agevolazione di moto impiegatizio e non ho altro che sottostare alle direttive: all’inizio della settimana a venire, contatterò il signor Romaine, proprietario d’un officina della zona tra Knighthill e Lylcoin, colla speranza che possa svolgere i controlli necessari nell’arco d’una giornata, di modo da non perdere ore all’urgenze della Frontprice, co’ relative retribuzioni. Oi è anche ‘l dì ‘n cui le mie ultime due compilazioni sinfoniche cominceranno a essere disponibili presso le botteghe adibite, sotto forma di vinili acquistabili. Non ho né speme né fiducia sul fatto ch’avrò di che divenire abbiente a seguito d’ingenti ordini commerciali e, a ser sincero, per vero poco m’importa. Il processo ch’ha condottomi a tali prodotti mercatari è stato un ulteriore scalino d’apprendimento ch’aveo di che completare. Inoltre si trattava di ben due mire annuali e ‘l traguardo ‘n ha di che ser trascurato. Quest’anno, pe’ quanto demolito fin sotto lo zero ‘n vari ambiti, è ‘l più positivo e lungimirante ch’abbia mai esperito. V’è di che travagliare ‘l decuplo ed ì son affamato.