Marco Delrio

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16/01/1926 – #931

Oi m’è parso fosse un dì di transito, uno di quelli ch’han poco di che raccontare e vengono posti lìvi più com’astanteria e per esubero d’ore ch’in qualche modo han da spargersi lungo l’anno. Ho tentato di fruttare ‘l piute possibile di tale cumulo di tempo, dedicando la maggior parte della mane alla collaborazione con Ada per un rassetto generale ‘n vista della visita ormai consueta dei Parker ch’avranno di che aiutarmi ‘n alcune faccende domestiche d’appunto e ottimizzazione. Mi sono recato, poi, presso la bottega alimentare di Lylcoin per recuperare qualche sacchetto di cibarie e non presentare una dispensa vuota dimani. Ho concèssomi alcuni minuti di vuoto cognitivo poscia il pasto del mediodì e ‘l resto del meriggio m’ha visto tornare sulli scritti ch’in questo periodo stanno assumendo forme sempre più ingombranti sul mio scrittoio. Detto ‘n tal maniera pare ch’ì ne sia scocciato quando, di contro, è l’opposto. Ho ricevuto molte missive, oi: Annie, da Gersburg, chiede informazioni su alcune pratiche burocratiche per facilitare le sue gestioni amministrative con Lily; Juliet s’è dilungata un poco sulle fatiche attuali presso la sua nuova località d’impiego (debbo provvedere a una risposta, a tal proposito); il signor Tinsteel e un’addetta della segreteria della Frontprice hanno confermato alcuni dettagli sulla trasferta ch’avrà luogo la settimana ch’ha di che venire presso la regione di Lakelike; Stewart ha richiesto ch’ì mi rendessi disponibile per alcune dimande ch’ha di che pormi, non ne so niente più riguardo, sfortunatamente; Flo par ch’avesse brama di ciarlare un poco e debbo promettermi d’invitarla a qualche cordiale ‘l prima possibile; Lily mi conferma che non vi sono nuove da Gersburg in quest’altro fine di settimana ‘n cui si terrà distante da Lylcoin. Null’altro, pàremi, ma per certo m’ho obliato un qualché. All’ora tarda d’orora, mi sento di tirare le somme d’un dì ch’ha avuto poco di che distaccarsi dal meteo ch’or aleggia di torno a Hillfoot, grigiastro, umido e sin motti che meritano d’essere incisi ‘n pietra. Vi sono, didentro, di contro, parecchie quistioni che vado evitando e ch’al più presto avrò di che frontare. Non credo vi sia molto di che risolvere ‘n una giornata tale, tuttavia. L’incipio dell’anno sta plasmandosi con coerenza e una chiarezza di visione che mai prima potei mirare e lasso che tale cementificazione d’una costanza promettente e sin precedenti si stabilizzi con fermezza prima d’usarla come solida base donde pigliare la rincorsa ch’abbisogno pelle lune innanzi. V’è fretta, per chiaro. Ma son l’aspettative mie ch’hanno tal fame.