17/01/1926 – #932
I trialoghi coi Parker divergono sovente pelli soliti: incongruenze nelle solitanze, stabilità finanziarie e ‘l poco mondano che s’ha di che esperire cotidianamente. Poche nuove arrivano da Newbrick ov’ora sono stanziati fino a primavera inoltrata e poche nuove aveo io di che dire oi. Abbiamo, tuttavia, confabulato un poco più profonditamente sull’ipotesi d’un cambio d’appartamento p’il sottoscritto. I recenti aumenti nel valore domestico potrebbero palesarsi com’enorme opportunità p’una vendita del mio nido ‘n April Street e la ricerca d’una nuova caverna di quiete per me e Lilian. Solo ‘l pensiero delle carriole di burocrazia mi demotiva non poco ma ne sto ciarlando poscia un lungo dì sin pause e, per certo, avrei di che vederne piute i lati positivi s’avessi la lucidità solita ch’ho alla mane. In codesto momento, pur maginare ch’i primi tre dì della settimana ch’ha di che venire sarà costretto lontano da Lylcoin mi sbriciola un poco l’umore ch’ultimamente pare aver trovato un sentiero pianeggiante e dall’attrito ridotto. Lilian, dimani, ha di che perusare una succursale dell’Accademia ‘n vista dell’anno scolastico ch’ha da venire poscia l’estate, ov’ella attende di scoprire s’il palinsesto d’argomenti propostivi sia lo ch’ella s’aspetta di ricevere pel prossimo lustro. La scelta è di enorme importanza ‘n questo periodo e, compagnata da Annie, sta vagando pe’ Gersburg e dintorni raccogliendo più informazioni possibili. Il mio compito s’allinea con lo d’un supporto più morale ch’intellettuale, datasi la quantità di dettagli che rìvami filtrata dall’impressioni delle due. È tardi. Debbo coricarmi.