04/07/1925 – #735
L’obbligazioni oi m’han diretto a Gersburg, presso uno delli stabilimenti dell’Activa Corp più imponenti della regione di Lakelike e quissà pur di Hillfoot. Ne venio d’un reposo alquanto invidiabile nonostante l’ore insufficienti secondo lo che mi sono abituato oramai a volermi concedere. Mi son concesso un ulteriore viaggio in carrozza, poscia lo d’ieri, di modo da poter apprezzare in pieno le suggestive panoramiche che da Lylcoin tracciano la calle fin all’acque di Lakelike, e, per chiaro, anche pe’ concedermi ulteriori ore di quiete e riflessione ov’ho potuto profondare un poco ancora sull’ultimo tomo che sfoglia d’in le palme. Sto leggendo decisamente meno rispetto a qualche mese addietro ma, coll’incipio d’un nuovo diario e colle ottime intenzioni ch’or sottendono tale nuova impresa, conto di giungere all’ambizioso traguardo che mi posi l’anno addietro di completare ‘l centinaio di tomi. Argomenti su cui spingervi ‘l naso ve ne sono e non temo d’esser relativamente ‘n ritardo rispetto la tabella di marcia ch’aveo previsto e cominciato. In Gersburg, l’attività ‘n hanno richiesto più d’un paio di giri completi di lancettina ma ‘l tempo stringea poiché ne ho profittato pe’ giungere presso casa di Lily e compagnarla verso Lylcoin. Nelle prime ore del meriggio aveo l’incontro di medio periodo colle figure di riferimento della Kryomont e sarebbero stati presenti molti de’ venditori che condividono meco tale percorso stagionale. Debbo ammettere, tuttavia, che l’informazioni utili e utilizzabili provenienti da tale pozzo demagogico, come sovente divinabile e dimostrato, son state quasi nulle. Ben vengano i dati imbellettati, il positivismo e la gratitudine verso la forza sul campo ma male ‘n avrebbe fatto spendere le due ore di tale incontro in qualsivoglia dissimile maniera. Per giunta, l’alte temperature di codesto acerbo luglio paiono non voler concedere tregua nemmeno durante l’ore scure e già detesto maginarmi rotolare nel giaciglio colla brama d’un fresco areare ottembrino. Lily par patire decisamente in maniera inferiore tale arsura afosa e non faccio che invidiarla cada momento che tende a giuocar col_lenzuolo fin le ginocchie. Anch’ella, ciononostante m’osserva ch’il meteo s’ha fatto decisamente più crudele nell’ultimi dì e debbo premurarmi ch’ella non soffra eccessivamente ne’ giorni ‘n cui dividiamo l’appartamento. Un conto è ‘l mio barcamenarmi ‘n solitudine fra l’insoddisfazione e ‘l sudore, un altro è ‘l ser consapevole del disagio ch’ella cova sin enunciarmi troppo, per cortesia e quel tin di vergogna mesta che ne colora ‘l fare. Lasso ch’oi venga pittato ‘sì, col poco ch’è suscritto. Quissà meno dello ch’avrei voluto completare ‘n vari ambiti, oggidì, ma poco male: i fin di settimana ch’ho di che spendere in due debbono serbare solamente l’indispensabile pe’l proseguio sin inceppi delle settimane a venire. Addiziono solo un breve iscritto, quivi, poiché ben so ch’oi ricorre uno delli momenti che più permangono fissi nel cranio quand’ormai lo che son quattro anni addietro l’Ella ch’ogni musa mira mi lasso nelle recchie lo ch’uno anela fin dalla primavera de’ sensi; ebbene, ch’ho di che dire ancora che già ‘n mille sonetti e stornelli ‘n abbia già sciorinato? Non fugge nè colli spari n’il silente indifferire, ‘sì che ben s’accomoda oramai didentro dello ch’ì divenni e irò sendo.