10/04/1926 – #1015
Tròvomi ‘n Gersburg orora, sittato fianco l’entrata ‘n legno del teatro ove Lilian svolge le sue riarature settimanali; ne vengo d’un lungo dì, incipito alla quarta ora della mane poscia un buio sanificante del quale ‘n rammento alcunché – dìcomi sia buon segno. La Crosspath di Dove Street, stamane, in Bolinthos, era un angusto crocicchio malandato dai macchinari scomodi ed obliati. Il travaglio avrebbe richiesto ulteriori attenzioni ma ì ho mossomi pe’ giungere ‘n la contea di Naught Port ‘l prima possibile. Lìvi avrei avuto di che ottemperare a due giornate intere d’obbligazioni rimaste, compresse ‘n qualche ora. Pure la contea di Greenrice attendeva. Non ho scomodato lo stomaco pei pasti ed ho lassato ch’il cranio avesse didentro solo la mappa di tutti li spostamenti necessari pe’ completare l’urgenze assegnatemi. Di più, in la mane, quan ancora sostavo ‘n Bolinthos, non pochi telegrammi sono giunti con alcune nuove che debbo tenere presente: dall’uffici della Crosspath ne viene la comunicazione che l’attività programmate pe’ l’inizio della settimana a venire sono rimandate. Non che ciò cangi un qualché – lunedì debbo giungere d’ogni modo in Wedgeville pe’ la rimodulazione inventariale presso la Withon del luogo; sarò compagnato dal signor Tinsteel che nel programma annullato stamane era previsto pe’ la Crosspath di Wish Street, orbene, non proprio Wish Street ma fianco, or non rammento ‘l nome. Il dì appresso, vi sarebbe dovuta essere un’ulteriore operazione presso la Crosspath di un qualch’altro luogo – non posseggo ‘l calendario orora e non rammento le specifiche dei luoghi, l’eventuale lettore avrà di che perdonarmi – ma i piani, in accordo colle risorse del caso, or prevedono un viaggio verso Augustine ove la signorina Blotte avrà di che compagnarmi pe’ completare tutte l’operazioni che codesta settimana ha lassato incomplete. La ricalendarizzazione di tali stabilimenti sarà l’ordine del giorno appena riceverò il nullaosta da parte del signor Raventale. Il fine di settimana non potea rivare ‘n momento migliore. Coi Parker tornati presso Eightown e la spossatezza cumulata ‘n questi primi interventi presso le Crosspath, nulla bramo piute ch’una serie di ore ininterrotte compagnato da Lily e null’altro. L’umore mio pare incrinato ‘n maniera ch’appellerei preoccupante se ‘n fosse che omai ben mi son amicato tali sensazioni ne’ percorsi dell’ultimi anni. Ho ridotto ogni tipo di contatto, lassando Lilian e Juliet come uniche sponde certe ove far approdare i mie’ telegrammi – sparuti ed ermetici, bàdisi – ma lor vincono i mie’ motti a discapito dello ch’accade. Percepisco una brama di cangiamento radicale: vi sono passato sittant’altre volte, quissà di maniera ben più estrema rispetto a codesto vortice ch’or ben so ch’è esacerbato dalla demolizione delle mie solitanze sistematiche. E pure non è minuta la parte dimmé ch’anela d’esiliarsi già dimani presso Powles, quissà di poco fuor delli confini della città, mediamente sperduto nei primi verdi silenti che contornano l’urbe. L’occhi li sento pesanti, la cute pare cuoio appena ispido e la chioma è più trascurata di come solgo portarla durante l’altri mesi. So ch’il corpo mio suole confondere il cogito quando cede allo stremo ed ì, quissà, sto ancora apprendendo l’esatto equilibrio che necessito pe’ rendere funzionali anche codesti momenti. Non che ‘n lo stia effettuando: mantenere codesta effemerida, pe’ quanto l’unico risvolto creativo dell’ultimo periodo, non è un qualché che sarei riuscito a completare ne’ mesi addietro in cotali condizioni, ma ben so che vi puote ser un emilioramento ulteriore che, s’al cielo garba, avrò di che distillarlo ‘n questi due dì presso April Street. Oi ho incipito, di più, ‘l mio regime di pipa e chiare confinato ai pasti. Non ho dubbio alcuno ch’avrò di che trionfare ‘n tale decisione. Ne viene ne’ mesi ove avrò di che maledire la frenesia delle mani e de’ meriggi e trovarmi a rifiutare i vizi nel tentativo di preservare lucidità e benessere è di per sé già la conferma della succitata promessa fàttami. Per vero, col fumo del mediodì, già ho esperito un giramento del capo che raramente sarebbe apparso s’avessi dedicatomi alle pipate pe’ tutta la mane. Molte sono le corrispondenze lavorative ch’avrò di che ricuperare ne’ prossimi dì. Ciò non m’alletta. Solgo serrare il travaglio fuor dell’uscio poscia la quinta ora del meriggio del venerdì, pe’ rincontrarlo la mane della settimana nuova. Non dispero, tuttavia, l’orario di levata permane presto, perlomeno per il sottoscritto – non pongo un trillo pe’ Lilian ne’ fine di settimana – e l’ore che distano dall’arabica della quinta ora al primo pasto di Lilian verso la nona, ebbene, saranno anche in parte dedicate alle missive pe’ la Frontprice e la Kryomont. S’ho di che pensare ad un qualché che pitti l’alma vera di questi primi mesi dell’anno, vienmi ‘n mente spurgo, nettatura, mantenimento d’un essenziale che, per vero, è ‘sì poco che talvolta_abbisogno solo d’un sofà, un foglio gianco e lo stilo. E Lilian e Juliet, l’ammetto.