28/03/1926 – #1002
Lilian siede poco distante dammé, assorta nell’attività che l’Accademia ha lassàtole pe’l fine di settimana. Ì resto chino sulle pagine de’ mie’ scritti, tentando di suscitarle ulteriore interesse pe’ lo studio e la scrittura proponendomi ad esempio ben concentrato. Le valutazioni in arrivo dall’insegnanti d’ella sono estremamente positive e debbo riconoscerle una tenacia e costanza ch’ì e sua madre, alla sua età, poteamo solamente bramare. È giunta a un punto, con alcuni argomenti scientifici, ‘n cui fatico a esserle d’aiuto nel completamento dell’obbligazioni e lìmitomi a fornire un supporto più emotivo che pratico. Ben so ch’Annie si trova nella mia stessa situazione su parecchie quistioni di studio. Ì debbo dedicarmi, frattanto, alla continuazione de’ molti progetti che corrono paralleli a codesta cronistoria diaria: il tomo sull’attività inventariali, pe’l momento, ha raggiunto un periodo di stasi, dovuto principalmente alla quantità d’informazioni e bozze che debbo elaborare che richiedono una borsa di ore che non posseggo ‘n queste settimane, vistesi l’obbligazioni pe’ la Kryomont e ‘l rinnovato impegno colla Frontprice. L’altri libelli di storielle, poemini, e pensieri stanno assumendo lentamente una forma, pe’ quanto non sia mai soddisfatto lo che basta pe’ porre ‘l motto “fine” dissopra. Ben so che pubblicare un prodotto imperfetto è milliaia di volte meglio che ‘n pubblicare nulla, ne ciarlavo con Florence qualche dì addietro, ma detesto immaginarmi a distanza d’una decade nella rilettura d’un mio libercolo antico e anelare una ripulita totale dettata dal senno di poi. Preferisco spendere un poco più del mio tempo a controllarne ora le minuzie ch’hanno di che mostrare potenziale pe’ diventare nei e non vanti. D’altronde, molte sono l’opre che pigliano polvere dissopra delli scaffali delle biblioteche e de’ negozi – non debbo frettarmi a rilasciare altri tomi solo pe’ lo sfizio di poterlo fare. Fianco cotali, inoltre, sto rivangando la collezione d’opre musicali ch’hanno preso parte al mio archivio nell’ultimo ventennio, tentando d’avere un catalogo ben fornito e corretto di tutto lo ch’ho potuto creare. V’è orgoglio, non lo nego, nello scorrere l’occhi lungo le centinaia di pagine ch’affollano lo scrittoio ma v’è una parte didentro che ripétemi ogniddì ch’avrei potuto fare molto più ancora, ch’ho di che fare ancora e ancora, qual sfidandomi a infrangere que’ risultati ch’a chiunque di torno parrebbero travaglio di due o tre vite intere. Non che la prolificità sia sinonima di qualità e di merito, ben l’ho compreso nello sfoglio di molti scritti adolescenziali, ove priorizzavo la celerità a discapito del contenuto. Or che, di contro, continuo a imparare com’ottimizzare anche solo qualche subordinata descrittiva, ebbene, non vi sono motivi pe’ cui debbo sacrificare una tra qualità e rapidità. Un esempio pote perfino parere codesta effemerida, ov’anelo a giungere a risultati mai acciuffati da umano alcuno ma sin tradire l’identità mia stessa, li stili e li scopi intrinseci ch’hanno sempre posseduto codeste pagine. Ragiono talvolta perfino sull’utilità che porrìa avere la pubblicazione editoriale di codeste montagnole di scritti cotidiani e ripongo a lato ‘n poch’istanti tutto ciò: s’in fine codesta opra vedesse la vetrina d’una bottega, nulla cangierebbe dall’altri mie’ figlioli di carta ch’hanno di che ser obliati nel momento medesmo della distribuzione. Codesto travaglio funge bene poiché è solo processo, la parte ch’in fondo interèssami più d’ogni cosa ‘n ogni mia avventura artistica. N’ho già discusso, non mi soffermo ulteriormente. Preservo codesti diarucoli qual infinito processo e perenne fonte di sazietà pe’ le mie chimiche retributive. Son dilungàtomi un poco più, oi, sullo scrivere ‘n sé, ch’in fondo, per vero, non v’è molto di cui ciarlare. Attendo aggiornamenti dai membri della Fox Reprise ‘n vista della riunione settimanale di lunedì, attendo Ada ch’abbia di che zompettare un poco tra i quarti pe’ nettare a modo, e attendo che l’anno corrente conceda ammé e Lily qualche settimana di respiro ove far nulla che ‘n sia lo svago leggero giunti. D’altronde, di ciò dev’essere composto un fine di settimana sin impegni, pondero.