23/03/1926 – #997
L’obbligazioni di torno a Bolinthos mi permettono di concedermi un momento di scrittura cheto presso i quarti d’April Street poscia una mane dedita all’incontro con alcuni responsabili delle fabbriche Crosspath ov’il progetto Kryomont ha di ch’iniziare a breve. Preambolo pe’ riassumere ‘n pochi motti ‘l meriggio di ciarle e poc’altro speso ierdì colla signorina Calvin presso ‘l mio appartamento ov’abbiamo avuto modo di lassare che la spossatezza del dì addietro avesse di che indugiare un poco, evitando che la domenica si colmasse d’obbligazioni inventate e per nulla urgenti. Un telegramma di Juliet, stamane, m’ha notificato ch’ella si trova ‘n Bolinthos pe’ alcune quistioni burocratiche, probabilmente a che fare coll’imminenti seggi che dimandano opinioni al popolo dell’intera Britannia Latiromica. Non ho investigato, e ben so ch’avrà di che tornare ‘n Stretchnote nella giornata odierna e’n avrò modo di crociarla, visto anche l’impegno settimanale ch’ho in Streamver, oi di maggiore importanza. Non rammento l’esatta ubicazione della sua dimora in Stretchnote ed avrò di che tornarvici non appena farà capolino ‘n le mie memorie; tuttavia, apprezzo i telegrammi diari ch’ultimamente condividiamo, sebbene privi di contenuto eclatante. La mane ha incipito presso Craneville ove, alla Crosspath del luogo, ho avuto modo d’incontrare la novella responsabile del reparto de’ combustibili a freddo ch’avrà di ch’interfacciarsi col sottoscritto durante l’intero periodo del progetto inventariale. Euris Farnsworth è un donnino di non più di quarant’anni, perlomeno dall’aspetto, dall’affabilità antitetica al ruolo che ricoprono i suoi equivalenti ‘n altre fabbriche. Non v’è voluto molto che stabilissimo un corso d’opera pe’l lavoro operativo ch’avrà di che tenere luogo nella seconda settimana d’aprile e confido d’aver lassato una buonissima impressione. Com’ogniddì, sortire dall’appartamento colla prospettiva di colloquiare sovente è un qualché che m’è arduo da digerire, nonostante l’efficacia ch’in seguito dimostro didentro li stabilimenti. La seconda tappa della mane è stata la crosspath di Plugged Avenue, nel centro di Bolinthos, poco distante da Wish Street. Lìvi ho potuto interagire col signor Michael Brest, formale ma permissivo gestore del reparto, ch’ha consigliatomi di pianificare un secondo passaggio presso la sua fabbrica pe’ discutere meglio i particolari del progetto, un dì ch’elli non avesse di ch’occuparsi d’altre questioni più pressanti. Mi sono congedato sin insistenza, lassando ‘l potere decisionale ‘n le sue mani; busserò novamente al suo cancello ne’ prossimi giorni. La terza fabbrica era sita presso Bigsilk Avenue, nella cintura settentrionale della città. Quivi la responsabile, della quale non ho compreso ‘l nome – o quissà non m’è stato enunciato – s’è dimostrata ancor più affabile della signora Farnsworth ed ho potuto serrare ‘l discorso poscia qualche indicazione operativa. L’intervento presso codesta Crosspath dovrebbe aver luogo nella terza settimana del prossimo mese. Ho ricevuto, a seguire, una risposta ben cordiale dal resposabile della Crosspath di Oilbury, l’unica Crosspath effettivamente remota dalle altre presso la quale aveo intenzione di concordare ‘l tutto tramite corrispondenze. Ben fu ch’il responsabile, nel telegramma odierno, abbia accettato le proposte di calendarizzazione ch’ho inviatogli la settimana addietro, tuttavia ei dimanda un passaggio pe’ confabulare meco visaviso e, ì ch’ho di che creare un rapporto collaborativo lungimirante, non possiedo sittante alternative pe’ negarglielo. Inoltre, pur dimani avrei avuto di che continuare tali peregrinaggi ‘n cerca d’uno schema operativo ben distribuito, e avere ‘n agenda l’aspettativa presso la sua fabbrica avrà di che facilitare i futuri incontri s’ho di porre un volto alla corrispondenza telegrammativa avuta finora. La mia ultima tappa della mane è stata la Crosspath di Lylcoin ov’ho tentato d’improvvisare un colloquio sin manifestare ne’ giorni precedenti la volontà d’un mio passaggio. Di fatto, un’addetta ai macchinari m’ha smorzato la speme ammettendo ch’il responsabile avea di ch’attendere alcune riunioni e che sarebbe stato ottimale pianificare in anticipo una sorta di appuntamento, anche ‘n maniera informale. Prendo nota. Poco male, nonostante tutto, ch’in fondo le calli m’hanno ricondotto ‘n Lylcoin ed ho possibilità di concedermi un desino presso la mesa mia – avvenimento tanto raro durante le settimane d’obbligazioni che piacevole. Non credo dedicherò molto altro tempo, oi, al progetto Kryomont – per vero, quissà ho già terminato ponendomi a scrivere su questo diarucolo – e concentrerò l’eccesso d’energie rimàstomi pe’ considerare i prossimi passi d’intraprendere colla Fox Reprise. Com’accennavo ‘n capo a codesta entrata, oi conto d’aver di che blaterare pe’ qualche mezzora sui piani futuri ch’il circolo letterario ha dinnanzi e su quali i membri hanno predisposizione e gusto nell’incipire. O s’il tutto scemerà nel mantenimento di tale corso d’azione. Ì non disprezzo niuna delle opzioni: s’il progetto artistico corrente ha di che permanere in codesta sfumatura più ludica che professionale, ben venga pe’ l’altri mie’ sforzi ‘n corso, avendo di che dedicare poco tempo alle quistioni esponenzialmente più impegnative che vi sarebbero di che frontare. Se, di contro, la maggioranza o la totalità de’ membri ha di che tentare di salire i gradini innanzi e tramutare codesta avventura ‘n un qualché di potenzialmente celebre, ebbene avrò di che avvolgermi i polsini ai gomiti, sin dubbi, ma m’alletta e sprona pur cotale prospettiva. Non temo d’aver di che mangiucchiare qualche mezzora in più al meriggio se l’altri individui del circolo stanno compiendo lo stesso sacrificio. Ebbene, vò a ripassare un poco il plico di fogli ch’ho preparato pe’ tale occasione, ove viene descritto un piano operativo artistico pei primi sei mesi innanzi. Non divino risposte, non mi raccapezzo sull’effettive intenzioni de’ membri. Quissà pur io son ancora incerto.