06/03/1926 – #980
Pòngomi a sciorinare un qualché di dissimile dal solito, oi che poco v’è di che cronacare e 'l cranio par in vena d’inventari non del genere ch’usualmente compilano le mie mani 'n le fabbriche. Mi prende un vezzo quasi cartografico: rassettare ‘n queste paginette la mappa de’ luoghi ch’ho calcato 'n questi anni di vanvere, nel modo ch’ha di che servire quissà a un lettore ch’un dì s’avventuri 'n codesti libelli senza conoscere un tubo delle terre 'n cui vago. Che tale lettore esista ne dubito; eppur il solo catalogare mi placa un qualché didentro, un poco qual riordinare le mensole del tino. Ebbene, s’accomodi chi legge e mi perdoni s’il tono pàia quel d’un commesso viaggiatore ch’ha scambiato lo stilo p’un tabulato. Le regioni ch’han di che interessare codeste cronistorie son principalmente due, perlomeno finora: Hillfoot, ove dimoro e travaglio, e Lakelike, ove nacqui e ove dimora Lilian. Entrambe appartengono alla Britannia Latiromica. A settentrione, Hillfoot confina colla Britannia Suittica; a levante, colla regione di Stretchnote; a ponente, colla Britannia Gallica; a mezzogiorno, proprio con Lakelike che s’arrotola lungo la costa e le montagne che la dividono dalla sorella più grande. Hillfoot è vasta, ondulata, testarda nel suo clima: inverni che graffiano, primavere che illudono, estati brevi e soffocanti, autunni ch’hanno ‘l merito d’essere l’unica stagione onesta. S’estende dalla pianura settentrionale, piatta e risaiola, fino ai contrafforti montani a mezzogiorno e a ponente, passando pe’ una cintura di colline, fabbriche, congestioni urbane e cascinali sparuti. In essa, le contee ch’ho avuto di che frequentare sono parecchie e cercherò d’affrontarle 'n un ordine ch’abbia almeno la parvenza d’un senso geografico. La contea di Bolinthos è la più grande e la più popolata, e contiene pressoché ogni mia solitanza cotidiana. La città omonima, Bolinthos, è un gigante di ciottoli e congestione, traboccante di calli trafficate, stabilimenti, teatri, biblioteche, empori. V’è la gargantuesca biblioteca Tworlds ch’è un edificio che s’estende verso 'l cielo quanto verso 'l nocciolo della stanza stessa, tomi e volumi a perdita d’occhio, e circoli letterari ch’ogni anno triplicano le pubblicazioni. V’è Wish Street col Moore Shop, v’è Mawl Street colle fabbrichette settentrionali, v’è Naught Street coll’espositori. La città ha quartieri ch’ancor non ho esplorato poscia anni di residenza 'n la contea, calli ch’ogni passo è strascico nostalgico, e una periferia ch’oltre i campi si dissolve 'n nebbioline mistiche, fantasticherie e silenzio. Barrel Street, 'n le ore prima dell’alba, giace 'n una coltre zuccherata che tagliuzza col suo grigiume il respiro solenne dell’autunno; Flamebait Street, più centrale, ha un viavai di visi ch’ì conobbi 'n un’altra era. L’intera Bolinthos città ha una pressione addosso ch’è difficile da spiegare a chi non vi ha travagliato: un viavai frettoloso e congestionato che ‘l meriggio inoltrato rende quasi insopportabile pe’ le vetture. Lylcoin è un centro più modesto nella medesima contea, periferico a sufficienza da permettere un affitto non esorbitante, centrale a sufficienza da subire i traffici dell’ora tarda. April Street, ov’or dimoro, è una delle calli più trafficate del paesello; Bleedbig Street, sul lato opposto dell’edificio, offre un panorama appena poco più cheto. V’è una bottega di quartiere, v’è la signora Knowles ch’ogni mane apre i battenti, v’è poco d’altro ch’ì possa definire memorabile fori delle mie mura. Lylcoin bisbiglia polverosamente nelle prime ore, avvolta ‘n coltre di nebbia effimera che sgretola ‘l deseo d’entrarvici; e d’estate, di contro, par già con un piede nell’inverno stamane e col sole due ore dopo. Non è un paesino brutto, bàdisi; è un paesino ch’esiste pe’ chi vi abita e pe’ niun altro. Di torno, la contea di Bolinthos s’allarga 'n una corona di centri che varrebbe 'l desino catalogare. Knighthill, a mezzora di vettura verso 'l mezzogiorno, ospita l’officina del signor Romaine, competente e ben fornita, con una sede addizionale ‘n Bolinthos. Streamver, a ponente, è un paesello vivace che mi offre la saletta della Fox Reprise pe’ le riunioni settimanali; la zona è gradevole, a media distanza tra la congestione urbana e la quiete della campagna. Lake Bird sorge poco oltre, adagiata su un territorio ov’il verde comincia a prevalere sull’edificato; chi vi dimora gode d’una posizione invidiabile tra le colline e ‘l lago che ne giustifica ‘l nome. Floodgate, a mezza distanza, è ‘l paesello del teatrino: piccolo, funzionale, con una taverna annessa allo stabile ove le chiare scorrono poscia gli spettacoli. Neckwood, nella cintura esterna di Bolinthos, ha fabbrichette di torno e cancelli ch’alla prima alba sono ancora serrati quand’ì già busso. Craneville, Goodborn, Dwarven Mounts, Planesfields, Foxlow, Sheenville, Mannermount, Marqueez: son tutti centri ch’attraverso pe’ raggiungere le mete del dì, e ch’han di che meritare poco più d’un cenno pel viandante. Carville, più a mezzogiorno, ha un piccolo dipartimento ch’accoglie quasi famigliarmente. Chesterville, di contro, vanta una descrizione a parte: estremamente scomoda da raggiungere pe’ le numerose stradelle scavate tra le campagne, ampie a sufficienza pe’ un cocchio di medie dimensioni, giace 'n una quiete surreale ed è avvolta ‘n un tepore fra ‘l rustico e ‘l presuntuoso, spalmandosi su una superficie quasi doppia rispetto a Lylcoin, puntinata da fabbriche, depositi e dissonanti cascinali. V’è una grande pianura spennellata di nebbioline, e magnati ch’ingollano l’isolamento coccolando gli ultimi decenni della lor vita mezzo i campi coltivati. Raggiungerla verso sera è complicato e snervante causa le carrozze d’operai e mercanti che tornano alle proprie mura intasando le anguste stradine. Al più prossimo settentrione di Bolinthos s’apre la contea di Greenrice, pianura risaiola ch’in inverno si veste d’una foschia spessa capace d’inghiottire i contorni oltre le due iarde di distanza. Greenrice città è un centro di medie dimensioni, operoso e sin fronzoli. Le fabbriche della zona, inclusa la Crosspath che da sola dimanda due giornate pe’ le tabulazioni, sono grandi ma meno ordinate di quelle di Bolinthos. D’estate la zona si rivela sorprendente: talvolta vi trovo un clima primaverile ‘n completa dissonanza colla foschia ch’altrove avvolge l’intera regione. Vi son paeselli attigui, St. Yohan, Greysalt, Thrice, che solgo traversare sin fermarmi. Oltre Greenrice, più a settentrione, giace la contea di Naught Port, ch’è una meta poco desiderabile persino pe’ le mie faccende. Il viaggio ‘n vettura stira le tre ore, l’atmosfera è esageratamente assonnata, e le temperature pe’ l’inverno son polari quanto quelle di Lylcoin, se non peggio. Naught Port città ha le sue viuzze traverse ch’ì comincio appena a districare; Orreads e Croquechick sono paesini sciapi all’infuori, ove le commissioni si svolgono fluidamente ma sin un barlume di socializzazione. Più a settentrione ancora, Blackhand Burg e Leadline Rail, nella zona più distante ch’abbia mai coperto pe’ la Frontprice: fabbriche rare, retribuzioni scarse, e un senso d’esilio che la carrozza umida e lamentosa del tragitto non fa che accentuare. Vi sono pur Mary’s House e Bedslept, nomi che cito pe’ completezza e ch’hanno ‘l vanto d’avermi ospitato almeno una volta ciascuno. A ponente di Bolinthos e Greenrice, la zona settentrionale offre un altro arcipelago: Therys, Lansville, Sheerburg colla sua Sheer Valley, Fleexline, Rommeat, Agamos. Son centri ch’ho toccato pe’ trasferte saltuarie e la cui geografia mi sfugge ancora 'n parte. La zona è più collinare, meno pianeggiante di Greenrice, e 'l verde vi fa capolino anche 'n inverno. A ovest-sudovest, la contea di Wedgeville è un mondo a sé. La città omonima ospita fabbriche titaniche - uso ‘l termine sin iperbole - e condizioni invernali ch’impongono strati di vestiti ed una frenesia insolita pe’ chi non è avvezzo al gelo montano. Il tragitto da Lylcoin comporta circa un’ora e mezza di vettura, di più quan la neve copre i saliscendi. Deckburg, alle porte della contea, è tappa fissa; Snowpeak, più in alto, è 'l punto critico, il paesello ch’occupa 'l valico tra Hillfoot e Lakelike. Snowpeak durante i mesi invernali s’è fatto più raro vederla sin mantelli bianchi ch’il contrario: mucchi e tappeti candidi a far da cornice 'n ogni direzione, col cielo grigiato e ominoso che par trattenere rifocillo ‘n fiocchi pe’ le ore della sera. Yeworld, oltre Snowpeak già 'n discesa, ha uno degli stabilimenti Activa Corp. più enormi ch’abbia mai frequentato; il meteo lìvi è più clemente di quanto 'l nome potrebbe suggerire. Wisebottom, Raytt, Kettleville, Gillsburg completano una contea ch’è tutta saliscendi, fabbriche e un’aria di montagna ch’alle recchie suona come silenzio. La contea di Augustine giace a levante di Bolinthos, e raggiungerla è un’impresa che già mi sconforta al pensarvici. Glasspool, Little Castle, Henchester e la città di Augustine stessa sono tappe d’una giornata tipo che comincerà prima dell’alba e finirà coll’ultima luce del meriggio. Le fabbriche della contea sono grandi ma isolate, il che comporta trasferimenti continui d’uno stabilimento all’altro che chiedono dazio alle arti e alla pazienza. Il tragitto in convoglio, nei primi freschi d’autunno, stiracchia tre ore; ‘n vettura, un poco meno ma colla scocca che ne patisce. La retribuzione pe’ giornata, tristemente, è tra le più basse del mio circuito. Il clima è variabile: piovasco violento ma celere, sprazzi di sole ch’illudono, e una nebbietta mattutina ch’avvolge le valli come garza. V’è una taverna poco fuori la titanica fabbrica di Augustine ove 'l desino locale ha ‘l merito d’essere onesto. Sanders e Pouv, a sudest di Bolinthos, sono contee che frequento di rado, essendo appannaggio d’altri venditori. Sanders ha la sua Vendrot Factory, grande stabilimento pe’ le tabulazioni, e una cittadina ch’è più commerciale ch’industriale. I paeselli di torno - Coastle, Frayhorse, Belmont, Pynts, Saint Nicholas Upon Guill - li conosco di nome e non di suola, salvo rare eccezioni. La zona è più pianeggiante d’Augustine, meno congestionata di Bolinthos, e pare sempre un poco 'n ritardo sulla stagione ‘n corso. E v’è Powles, infine, la contea a sudest ch’or m’intriga pe’ ragioni ben diverse dalle fabbriche. La piana di Powles offre distese introvabili quivi 'n Bolinthos, col verde ch’ha di che contornare i paesini ‘n una maniera bucolica che s’adatta all’occhio di chi cerca quiete. Frankville è un centro ch’ho appena iniziato a considerare; Noyes-on-Steelmount giace più ‘n là, e la zona tra i due ospita un paesaggio di campagna dolce e borghetti sparuti che poco hanno a che spartire colla frenesia delle contee industriali. La distanza da Streamver quadruplicherebbe, pe’ chiaro, ma la distanza da Gersburg diminuirebbe d’una mezza ora, il che non è trascurabile pe’ chi ha prole lìvi da raggiungere. Non mi dilungo su ragioni ch’esulano dalla mera geografia. Oltre i monti ch’a mezzogiorno chiudono Hillfoot, s’apre Lakelike, la regione costiera ch’è 'l mio secondo mondo. Gersburg, il capoluogo, è una città di buone dimensioni, meno congestionata di Bolinthos ma con un viavai portuale e commerciale ch’ha 'l suo peso. Le fabbriche della regione, rispetto a quelle d’Hillfoot, ostentano un disordine e una noncuranza al dettaglio ch’è evidente a chiunque abbia l’occhio allenato alle geometrie dell’altra parte del valico; non trascuratezza, bàdisi, le norme aziendali prevedono un’uniformizzazione rigorosa, ma un’attitudine al pressappoco ch’è quasi culturale. Il quartiere Forthem, ove dimora Lilian, è periferico e cheto. Il tragitto da Lylcoin a Gersburg richiede serpentine ‘n mezzo al traffico mattutino e un buon paio d’ore, di più se si passa pe’ la zona montana. La costa occidentale di Lakelike è ov’il clima si fa terapeutico. Da Gersburg, andando verso ponente, si raggiunge Sageville e poi la riviera: Adelback ha un’aria da villeggiatura che s’addice ai lunghi meriggi d’estate; Newbrick, più 'n là, è un borghetto rustico e decadente che 'l turista non cercherebbe e non troverebbe, com’è giusto che sia. St. Oresville è già mondanità costiera, e Kingshire siede a capotavola della riviera con una certa dignità amministrativa. Verso 'l levante di Gersburg, la costa si fa più frastagliata e 'l territorio s’inerpica ‘n collinette ch’offrono scorci d’oceano tra le fronde. Dearing e Risensix sono centri ch’ho scoperto di recente pe’ dovere lavorativo: la prima richiede un viaggio d’almeno tre ore da Lylcoin, la seconda è a breve distanza dalla prima, e le fabbriche ‘n zona non ostentano le dimensioni di quelle d’Hillfoot. La costa estrema, verso Tenfeet ed Enchanty, è un’altra storia: il meteo lìvi è un qualché che ‘n Hillfoot ci sogniamo almeno fino al marzo inoltrato. Le temperature miti son frammentate solo da aliti freschi, il sole scalda anche sin mostrarsi, e pure ne’ momenti di piovasco v’è un qualché di risanatore. Ho avuto modo di soggiornare alla locanda McKenzie di Tenfeet, modesto edificio ch’offre ‘l necessario p’ogni evenienza salvo un bollitore pe’ bevande calde. La taverna quivi di torno è più che adeguata pe’ chiare e vitti serali. Da Lylcoin alla zona di Tenfeet ed Enchanty son necessarie circa tre intere ore di vettura, e 'l tragitto, nonostante la lunghezza, ha ‘l pregio d’attraversare paesaggi cangianti: dalla pianura nebbiosa di Hillfoot al valico innevato di Snowpeak, e di lìvi la discesa verso la morbidezza costiera di Lakelike. È un viaggio ch’andrebbe fatto almeno una volta pe’ comprendere com’un solo territorio possa contenere ‘sì tante sfumature. Nell’entroterra di Lakelike, la zona collinosa ospita paeselli come Ragville, Lakey News, e la rotta ch’attraversa Hillary’s Break, un passo ov’avventori d’ogni regione e fisionomia portano colore a locande altrimenti rustiche. Da queste parti ‘l territorio è meno industriale, più agreste, e le strade son meno battute ma più panoramiche. Oltre le due regioni ch’ho di che definire mie, v’è un mondo ch’appare nelle corrispondenze e ne’ telegrammi più che nella mia esperienza diretta. Stretchnote, colla sua Minestern e la città di Playbar, è la regione de’ commerci a levante. Tawskin, con Fairing e Winville, è più lontana ancora e vi sono stato forse una volta. Auntvein giace tra le acque e i canali d’una geologia ch’ì conosco solo dai tomi. Lashes e Saltworth son regioni lontanissime del mezzogiorno della Britannia, ove 'l clima brucia e le solitanze han di che differire enormemente dalle nostre. Southyap è ancor più a mezzogiorno, e Endmiles s’adagia tra Hillfoot e Stretchnote senza che mai v’abbia posato piede. Son nomi che galleggiano nella mia mappa come le terre bianche nei portolani antichi. Inesplorate, per me. Ma 'l tempo è ancora lungo, quissà, e le vetture migliorano ogniddì. Orbene, v’è una soddisfazione discreta nel guardare codesta mappa appena abbozzata e rendersi conto ch’il mondo ch’ì attraverso ogniddì non è sì piccolo come sovente mi pare, stretto nel sedile della vettura fra un’alba e un tramonto. Son centinaia di miglia, dozzine di contee, fabbriche ch’ho perso 'l conto, taverne ch’han visto ‘l mio viso più degli specchi di casa, locande ch’han sorretto le mie notti peregrine, calli che sanno delle mie suole e nulla piute. E tutto ciò pe’ un uomo ch’ama ripetersi eremita e solitario. Ebbene, quissà le carte raccontano un altro Arthur, più ramingo e meno immobile di quanto 'l sottoscritto abbia mai ammesso 'n codeste paginette. Che ne faccia lo che crede chi ne legge. Ì ho finito l’inchiostro e l’inventario, e 'l tinello esige la mia resa.