Marco Delrio

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17/02/1926 – #963

Ho ridestàtomi ‘n tinello stamane, alla quinta ora del nuovo dì. Il sonno m’ha vinto celermente ed ho sin remore gittatomi in dosso una coperta e lassato ch’il buio passasse sdraiato quivi, ov ora sto a scribacchiare la cotidiana entrata. Il dì pe’ Greenrice e Naught Port è stato estenuante nonostante la limitata quantità d’obbligazioni tabulative. La zona settentrionale d’Hillfoot oi ostentava un clima primaverile ed ì ero dressato con alcuni strati di troppo pe’ trovare conforto nell’andrivieni d’una fabbrica l’altra. Le commissioni m’hanno spinto fino a Orreads e Croquechick per terminare nel centro di Naught Port ove aveo di che inventariare una botteghina, impegno saltuario, impegnativo e poco retribuito, che l’uffici amministrano ai venditori ‘n zona secondo le dimande delle botteghe stesse. Le comunicazioni col signor Tinsteel non hanno cessato ed ei m’ha fatto noto d’avermi assegnato alcune fabbriche nella zona ancor più a settentrione di Naught Port datesi le mancanze della venditrice di cotale area. Mi vedrò discernene i particolari ne’ dì di tali impegni, ne son certo. Ho avuto modo di scorrere alcuni telegrammi che ricapitolavano talune decisioni intraprese nell’ultima visita giunta della Fox Reprise d’ierdì e ‘l mio contributo odierno s’è limitato ad alcune delucidature sui punti ancor sospesi poscia le discussioni del dì appresso. Ho avuto la malasorte d’incappare nel traffico congestionato del meriggio inoltrato, una volta ritornato ne’ pressi Bolinthos e mi sono visto costretto ad assistere al tramonto dal sedile della mia vettura, oi ancor peggio ridotta ch’in precedenza. Dimani confido nell’officina del sior Romaine e ‘n qualsiasi stella abbia pietà nel salvarne la pelle. Orbene, la scocca. Aveo programmato alcune attività di contorno pe’ l’ore poscia l’impiego ma, a seguito dell’odissea pe’ mezza regione, séntomi libero d’attendere l’ora del riposo sin indaffarare ulteriormente il cranio. Il risvolto positivo delle lunghe ore didentro l’abitacolo è l’esilio forzato cui partecipo compagnato solo de’ mie’ pensieri e non sono poche l’idee ch’han di che sortirne: per chiaro, più della metà d’esse non sopravvive fino ‘l momento della sosta ‘n April Street ma vi sono barluccichìi salvabili, un poco qual l’appunti sparsi che sbratto sul primo pezzo di cartaccia che sfila dissotto al naso. Debbo agire nel medesimo modo ‘n tali contesti pe’ dare speme all’idee ch’in fondo, a freddo, macari ne’ dì successivi, hanno un qualché di che darmi.