10/02/1926 – #956
Erano parecchie lune ch’ì travagliai sì deciso qual oi. ‘Sì ha di ch’essere l’ogni mane innanzi, e codesta dorrìa ser la frase che gitto ‘n carta ‘n ogni vespro. L’obbligazioni e l’urgenze m’hanno portato ‘n ogni anfratto delle contee di Naught Port e Greenrice, per quanto taluni paeselli d’la zona ancor hanno di che ser scovati dalle mie tabulazioni. Le retribuzioni p’una giornata tale s’aggirano sul doppio dello che solgo ricavare colle tediose scarpinate d’una fabbrica l’altra e, col senno di poi, dimàndomi qual cagione vi sia nel mio lentare dell’anni iti; vi sarebbe stato ‘l modo d’ottemperare ad ogni singola richiesta propostami dalla Frontprice ed avanzare ‘l tempo p’un altro impiego. Suvvìa, ben lo so ch’ha di che attrire ‘n le mie vagazioni: li stessi uragani emotivi e paludosi che ‘sì tanto testimoniano la lor esistenza ‘n codeste paginette. Il volto poco affabile d’un dì com’oi è la scarsa quantità di lena che possiedo all’arrivo del buio, momento ‘n cui orora m’aggraderebbe solo coricarmi sin ulteriori tardi. Oi ho avuto modo di fare la conoscenza colla nuova recluta della Frontprice, il signor Frost, se non rammento male ‘l nome. Attempato ma dal moto giovanile, scavato dai tabacchi e, presumo, dall’indugi etilici, per quanto mie supposizioni. Ei avea di che apprendere le tabulazioni, ‘n la mane, presso una fabbrichetta di Greenrice, col sussidio dispeso dal maggiore de’ fratelli Willows. Presso tale stabilimento ho crociato anche ‘l signor Tinsteel ch’avrebbe istruito ‘l signor Frost su alcune metodologie gestionale. La mia visita è stata breve vista l’ingente mole lavorativa da sbrigare. Poco male, sono sicuro ch’avrò modo di collaborare presto col signor Frost, probabilmente sempre ‘n la zona settentrionale d’Hillfoot. Mi sono giunte voci ch’il signor Hankle spollina maldicerie sul mio conto; non n’ho avuto molto dalla bocca del signor Willows, stamane, ma sicuramente avrò di che confrontarmi con Andrew al primo dì giunti presso Gersburg, tappa ormai costante nell’obbligazioni mensili. Tali perfidie, tuttavia, hanno cessato d’influenzare le mie giornate o ‘l mio umore, nonostante in principio soleo appigliarmi alla comprensione del signor Tinsteel; ei ha sempre scosso l’importanza che davo alle ciance da osteria ch’aleggiano fisiologicamente di torno un gruppo lavorativo ‘sì esteso. Col tempo, ho appreso come farlo pur io. Tale crescita ‘n ambito impiegatizio, dìcomi, ha catalizzato non poco i mie’ avanzamenti pur nel cotidiano intimo.