03/02/1926 – #949
Son destàtomi col trillo della sveglia alla quinta ora della mane, nella stessa posizione ov’ierdì ho lassàtomi cadere sui lenzuoli. Non rammento granché delle visioni oniriche scorse eccetto alcuni frammenti e ‘l vago sentore di disagio ch’alcuni terrori lassano, ma ‘l dì innanzi non ha incipito malamente ed ho potuto godere d’un sonno ristoratore, in fine, poscia la disavventura del dì addietro. Oi l’obbligazioni m’hanno portato ‘n Wedgeville ove ‘l meteo ‘n è stato ‘sì clemente com’il dì_ito e la spanna gianca e fredda della nevicata notturna copriva mezza Hillfoot, da Carville fino ‘n Wedgeville nel mio caso, considerato ‘l tragitto ch’aveo di che fare. Non pochi disagi ho scorto longo le calli della mia rotta: due carri erano ribaltati presso un saliscendi alla fine di Whyrell, montagnole di fresca neve cotonosa si rovesciava nelli stradoni pe’ l’incapacità d’alcuni spalatori, e non pochi erano lor ch’aveano ‘l timore di navigare la loro vettura ad un andatura più celere del passo d’un ottuagenario che meriggia ‘n paese. Ho impiegato due ore per giungere ‘n Wedgeville – solgo impiegarne una e un quarto colla vettura – e, casi pe’ sberleffo, l’astro caldo ha cominciato a ripulire i disagi bianchi appena sono entrato nell’Activa Corp. della città. L’obbligazioni tabulariali previste, oi, avrebbero dovuto essere molte di più ma l’ho limitate alli stabilimenti di Wedgeville e Deckburg, poiché verso le prime ore del meriggio percepivo ancora alcuni strascichi delle fatiche del dì addietro. Poco male, mi son detto rincasando, poiché anche i risultati odierni hanno ‘l vanto d’essere ben sopra la media e lo ch’in fondo aveo divinato p’una mane d’inventari. Verso la terza ora del meriggio ero già ‘n April Street ov’aveo di che attendere Ada e direzionarla su alcune migliorie del rassetto domestico – non ch’ella se ne serva molto, ma ho alcune puntigliosità che necessito rammentarle. Quand’ella fu istruita a dovere, ì ho concessomi alcune rivisitazioni del materiale sortito ierdì dalla riunione in Streamver. Vi sono alcuni complementi pubblicitari ch’or tenteremo di valutare ‘n maniera oggettiva e ‘n proiezione, ed ì debbo assicurarmi che ‘n vi siano banalità e cialtronerie palesi prima ch’essi vengano proposti al circolo e, a seguire, alle folle. Porre all’occhi delle genti una scultura incrinata o mutilata rischia di marchiarci indelebilmente pe’l resto della carriera. Oi m’è giunta una missiva da Delilah e Samuel ov’entrambi mi contano dell’imprevisti medici dell’ultimi tempi. Pare ch’il secondo abbia avuto di ch’essere intervistato dal medico del paese p’una protratta incapacità di desinare sin insopportabili fiamme esofagee. Il medico di Newbrick, ov’essi or svernano, pare avere richiesto ulteriori controlli più accurati per evitare diagnosi e prognosi avventate. Non ho dimandato quale medico or travaglia presso ‘l mio paesino natale ma m’appunterò di farlo. Debbo, almeno un poco, mantenermi al corrente delle figure di rilievo del borghetto. L’imprese pe’ completare la prima mira annuale son omai alli sgoccioli e ‘l cogito sborda già nell’altri progetti ch’aveo previsto. Par ch’almeno ‘n quest’ambito creativo e disciplinato stia mantenendo ‘l controllo adeguato, la motivazione costante e la rotta corretta. Me ne congratulerò. Ben so ch’avrò di che iniziare a farlo, prima o poi.