17/08/1923 – #49
David Jones lavorava nella compagnia teatrale insieme a me e al signor Sharv, quelli ch’ormai son circa dieci anni addietro. Ei ne venìa d’un altra regione e possedeva un bagaglio di competenze ch’io e ‘l mio collega invidiavamo non poco. L’avventure pe’ teatri in tal formazione sono state poche, avevamo ancora di che crescere molto dal punto di vista creativo e di gestione de’ palcoscenici. La motivazione, tuttavia, non cessava di lievitare, nonostante le scarse opportunità di successo; grattare i bassifondi delle zone meno luminose di Bolinthos perde celermente ‘l fascino e ‘n era facile competere coll’altre compagnie ben più agguerrite e organizzate – oltre che formate da una mezza dozzina di figuranti ‘n più. David avea trovato impiego ‘n Bolinthos come giornalista, or non rammento dettaglio alcuno sull’esperienza coi quotidiani e, a ser sincero, non v’è alcuna memoria di nome riguardo. Avea ‘l carisma che ‘n la regione di Southyap era più natura che tratto acquisito. Ben m’è caro notarlo poiché se ne vo’ blaterando or riagurdo è proprio perché m’è capitato di leggerne i recenti successi presso alcune delle carte ‘n vendita ‘n paese: di fatto, David, poscia lo smantellamento del circolo teatrale col sottoscritto, tornò presso la sua regione natale pe’ continuare a coltivare le sue ben note abilità di dialogo pubblico. Di lì a qualche anno, la crescita esponenziale era ben ardua da non notare e il signor Jones ora può vantare teatri ch’ì posso solo sognarmi. Vi è, quissà, una ‘ticchia d’invidia al ragionarvici, più pe’ la considerazione ch’ormai effettuo col senno di poi ch’avrei potuto gestire ‘n maniera differente molte delle situazioni ch’hanno trascinato ‘l circolo alla scissione e alla definitiva separazione – col signor Sharv avremmo poi tentato una nuova serie di avventure ma, con’elli anch’ora son anni che ‘n vi sono novelle artistiche da notare. Oi miravo una vecchia fotografia piccicata di mezzo a tant’altre delli tempi ch’io e David condividemmo persino un piccolo appartamento ‘n la periferia di Bolinthos. Solgo sperare che ‘n sia l’ultima istantanea che ci ritrae vicini. Vi sarà ‘l modo e ‘l momento di scrivere una missiva e, quissà, magari un dì passerà p’uno de’ magnifici teatri di Bolinthos. Ì sarò ‘n basso, ma colla medesma di lui fame d’aver di che calcare ‘l rialzo ‘n travi scure.