Inferi
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Attardandomi nel vago
Ricordo di uno spettro
Di luce fu il soffio
Riflesso allo specchio
Tenace e passivo
Rintocchi di chiese
Stanco e svestito
Di un saio borghese
Malocchi e nuvole
Accarezzano il cielo
Temo di scendere
Prima del tempo
Là m’han visto e capito
E come tenerli distanti?
Spaurito m’accingo
A calpestar diamanti
Lasciandomi spengere
Fungo da chioccia
Ai pensieri d’un genere
Arduo da estinguere
E sì che promisi
Di aver tatto, empatia
Sorridere serio
Sciacquarmi di latte
Mastice e pietra
La statua al voltarsi
M’afferra e mi piega
E fummo all’incendi
Plàcati, animo
Chè già il cor soffre
Chè già stelle sanno
Quello che ci offre
Il ghigno di un male
Le ali carbone
Bagnate di giallo
In sperduta stazione
Intanto brucio
E come pelo al vento
Goliardico eseguo
Un ordine attento
E non so più camminare.