Marco Delrio

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14/04/1926 – #1019

Oi ‘n verano interventi calendarizzati pe’ la Kryomont – l’unico dì feriale ‘n codesta stagione – ed ho preso le calli pe’ Augustine, stamane, lassando April Street poco prima della settima ora del dì. Ne venivo d’una notte peculiare, incipita sul sofà finocché ‘l corpo ‘n ha preso l’iniziativa e m’ha trascinato presso ‘l giaciglio ove, debbo ammettere, ho scorso l’ore chete e ho destàtomi con la brama di permanerci altre ore. Ho dovuto levarmi verso la quarta ora, d’ogni modo, pe’ ‘n distruggere la solitanza ch’ho impalcato ‘n codeste settimane. I travagli di che fare ‘n Augustine non erano affatto pochi ed ì aveo di che condividere l’obbligazioni colla signorina Blotte; tuttavia, codesta ha fatto recapitàrmi una missiva dal signor Watson ov’esplicava la sua infermità passeggera e si scusava pe’ l’assenza. Ho dovuto di che completare ‘l tutto sin compagnia. Poco male, le remunerazioni odierne, ch’ì vedrò alla metà del mese innanzi, avranno di che gonfiarmi non poco la saccoccia, veduti_i tre ori e qualche argento ch’oi solo ho potuto contabilizzare. Vero è ch’alla nona ora della mane mi trovavo ‘n Augustine, all’undicesima ero presso Henchester, alla tredicesima ero ‘n Little Castle pe’ completare, alla quattordicesima presso Glasspool. Molti sono i tabulati ch’ho accumulato ‘n la bisaccia ed ho percepito quanto l’arti inferiori avessero di che dimandare una tregua una volta terminate l’urgenze in Henchester – chiaramente l’interventi pe’ la Kryomont hanno di che dimandare pesa al mio fisico ed abbisogno di non poca lena pe’ continuare le attività durante i dì, sopra di tutto quand’essi protraggonsi oltre le prime ore del meriggio. Sono di fatto giunto ‘n April Street una mezzora addietro, ho rinfrescatomi e cangiatomi ed ho preso ‘n mano codesti gianchi fogli pe’ dare ulteriore senno al dì. La fame di chiare e pipa non percuotemi quant’aveo divinato: ho di che confidare nella mia determinazione e ‘n la disciplina ch’ha fallito sittante volte addietro e, per quanto ‘n v’è motivo di non ritornare piute verso qualche ottima chiara ‘n le prossime settimane, i risultati ch’ho di che vedere ‘n codesti due dì o poco più hanno di che rinsanare l’orgoglio maciullato che si genufletteva alli vizi qual portatori di sublime bonaccia. Di contro, or vedo chiaro, or sento fame e nidori qual m’avessero rimosso un vetro da dinnanzi. Ennò, non v’è spazio ulteriore pe’ le pipe – resteranno qual finati ninnoli estetici alla bella vista dell’ospiti. Stamane ho inviato un telegramma al circolo letterario. M’ho posto breve ma esaustivo. Non sono ‘n le condizioni né ‘n cogito né ‘n muscolo di garantire una partecipazione attiva o passiva chessìa, l’avvenimenti recenti hanno avuto di che farmi riconsiderare un rapporto frequente colla dottoressa Nauer, e ‘n dimando comprensione o tolleranza da_alcuno. Codeste medesme parole faceano ‘l mio messaggio odierno e, fino all’ora attuale, niuno ha mosso replica. Orbene, mento, il signor Sharv s’è premurato di farmi recapitare un telegramma, l’ho letto poco addietro, al rientro ‘n April Street ove mostrava compassione, comprensione e disponibilità. S’uno ha di che comprendere e porre l’equilibrio umorale sull’altre cose, di fatto, ell’è William. Ne son lieto. Ben so ch’avrei di che condividere molto ad un eventuale incontro estemporaneo. Elli pure ha cessato pipa e ambrosie. Piute pe’ rimanere ritto che pe’ filosofie e sfizio. ‘Sì ha scorso un altro dì ove poco ho favellato, salvo l’inesorabili convenevoli coll’impiegati delli stabilimenti, ed un altro dì ove il ghigno mio stava neutro di mezzo al viso, l’occhi sin emozione alcuna a trasparire, diritti ‘n l’obbligazioni da svolgere, le pianificazioni pei prossimi dì e ‘l tepore distante ch’anche solo ‘l memento di Lilian, Juliet, e William m’apporta. Ch’ho di ch’esigere ancora, in fine. Vero è che dimani avrò l’occasione di spendere la mane col signor Tinsteel e ‘l signor Cauque, e ‘l battaglione d’aiutanti che la Frontprice ci affianca pe’ le operazioni inventariali della Kryomont, ed ho di che cangiare, ommeglio, dressare un atteggiamento ch’abbia di che oliare l’intervento ‘n fabbrica ‘n la migliore maniera. So bene già come mantenere ben a bada l’eventuali accenni di Stewart alla Fox Reprise, limitando l’interazioni alla sfera del travaglio, sin eccezione alcuna. Dimani ci attende, inoltre, un’operazione di rimodulazione inventariale non semplice né facile. Saremo in Knighthill, presso Sageville Avenue, una delle due grandi Crosspath di Knighthill, quissà, la più estesa tra le presenti ‘n la contea di Bolinthos. Il capomacchine del luogo, inoltre, dressa la sua autorità sin sghembo o ilarità e, se d’un lato apprezzo, d’un altro ne debbo calcolare l’esigenze come sfida personale, di modo da consegnare un travaglio sin eguali ch’abbia di che tenerire pure ‘l guardo suo austero. Si è nel campo mio diletto, pochi dubbi tengo riguardo l’esito. Or debbo ingollare un qualché, l’obbligazioni presso la contea di Augustine hanno prìvatomi del desino e ‘l mio novello ire sin vizi morde allo stomaco dieci volte tanto.