08/04/1926 – #1013
Ne vengo da Craneville. L’operazioni pe’ la Kryomont hanno incipito alla quinta ora della mane, quando l’intera contea di Bolinthos era ‘ncora un fantolino immerso ‘n sonno marmoreo. L’ora di levata ha dovuto, indi, spostarsi alla terza ora. Ho faticato non poco: l’occhi hanno avuto di che recriminare pe’ due o tre ore finocché il travaglio presso le strutture di carburante a freddo non hanno destato anche l’ultime parti del mio essere. La responsabile del reparto, la siora Euris, d’atteggiamento affabile ma che tradisce una determinazione e autorità che le invidio appena, ha avuto di che ser comprensiva e collaborativa durante l’intera durata dell’operatività. Molto supporto ci ha raggiunto dopo un’ora di travaglio, individui operosi assunti pe’ la giornata dall Frontprice, in accordo colla Kryomont, ch’hanno avuto di che celerare l’attività inventariale. Ch’ì nomeo tale ma si tratta piute d’un ridimensionamento dell’intero assortimento presente presso la fabbrica, un ottimizzazione della posizione dell’ingredienti utilizzati pe’ la produzione di combustibile ed un controllo mirato all’efficienza d’utilizzo. Verso la decima ora della mane, il signor Cauque ha abbandonato ‘l luogo pe’ dedicarsi ad altre attività a lui assegnate; stessa cosa verso l’undicesima ora ha fatto ‘l signor Tinsteel. Ì sono rimasto fino alla tredicesima ora presso lo stabilimento, l’ottava ora di travaglio in loco. Il corpo or dimanda ch’ì non mova arto fino dimani. Ecco, dimani sarò in Tallshore, poco fuori Bolinthos, presso la Crosspath del posto, un’altra fabbrica di mediograndi dimensioni che, tuttavia e pe’ malasorte, dispone ancora di strutture molto obsolete. Lìvi, pe’ quanto comunicato dal signor Raventale, io e i mie’ due colleghi soliti saremmo raggiunti da mezza dozzina di aiutanti di varie aziende. I responsabili della Crosspath di Tallshore hanno confermatomi d’essere preparati all’intervento ed hanno offerto un supporto più che morale – ho apprezzato tale premura. Salvo le quistioni lavorative, che blatero ‘l meno possibile pe’ non monopolizzare l’entrate, ho avuto alcune allarmati nuove dalla signorina Blotte, riguardo alcuni suo’ impicci famigliari. Non è compito mio da diarista e compagno fidato d’avventure narrarne i particolari ‘n codesta effemerida ma debbo rendermi disponibile s’ella avrà la bisogna di confidarsi o poggiarsi pe’ ‘n lassare che le vicissitudini la trascinino verso luoghi malaugurati. Limito a tali frasi l’intervento a questo proposito. Debbo, tuttavia, ser chiaro sullo ch’ha capitato ierdì presso il circolo letterario ‘n Streamver. Era molto tempo ch’il sottoscritto ‘n perdeva le staffe com’ho fatto ‘l vespro addietro: le ripetute inefficienze del signor Vixen hanno raggiunto un limite ch’aveo tenuto ben guardato ‘n l’ultimi anni – probabilmente l’incipio del progetto Kryomont ha saturato i livelli di pazienza e controllo ch’abbisogno pe’ mantenere saldo il timone dell’affabilità e della comprensione. Non sono quivi a pentirmi dell’escalazione delle mie affermazioni, del giudizio scevro d’un volume consono alla situazione, della decisione di lassare l’edificio a metà d’una frase d’elli pe’ rincasare e ‘n dar più aria a tale svampo. Ma debbo prenderne atto, debbo accettare ch’anche ora ed anch’ì posso concedermi intermezzi meno gradevoli, meno intellettuali, e capitombolare ‘n una sequela di vezzeggiativi e reprimande ch’hanno di che urtare la sensibilità altrui. L’ho reputato necessario. Col senno di poi del giorno appresso, ancor lo reputo tale. Ben vero è ch’il signor Vixen porta cinque lustri piute del sottoscritto, ben vero ch’avrei di che tollerare ancora piute, talvolta, ma poco v’è di che giustificare ‘l mio ricevitore di urla s’alla terza settimana d’un cambio di rotta del progetto, ancora nulla m’è stato presentato come risultato – sopra di tutto considerando ch’elli fu uno de’ membri ch’approvò a granvoce la nuova direzione artistica, alla quale ì dovetti mostrare ben varie volte tutto lo ch’avrebbe implicato dalla parte dell’impegno, del travaglio necessario e della consegna de’ compiti assegnati. Non ho più avuto nuove ‘n queste ore, di niuno del circolo. Per vero, il signor Cauque travaglia meco pe’ la Kryomont ma sono convinto che le remore che stamane ha riservato pe’ non calcare l’argomento d’ierdì fossero palesi e ben ragionate. Elli, sovente, funge da paciere, efficace debbo dire, e ben conosce come smorzare le micce che vengono apicciate al mio ruolo. S’anch’elli ha avuto di che tentennare ed evitare l’intero approccio, ebbene, quissà ho dato più da pensare che da temere, ho dato più spunti che imbarazzi. Vi spero. Ma ‘n vi affido alcun pensiero oi. Quissà né manco dimani.