06/04/1926 – #1011
Quasi due ore, omai, che son desto poscia l’ennesimo buio scorso ‘n tinello, colla prospettiva di dedicarvi altri reposi e preparare ‘l corpo a codesti due mesi di levate ‘sì anticipate. Ierdì, ì ed Ada, abbiamo continuato il rassetto minuzioso dell’appartamento ‘n April Street e le condizioni son pristine e lodevoli. Sono rimaste poche attività ancora di che completare pe’ rendere più allettante all’eventuali acquirenti codesto immobile e, s’una d’esse s’approccierà oi, non la scarterò. Il meriggio ito è stato condiviso pe’ alcune ore colla signorina Calvin sin aver di che discutere lungamente su quistioni importanti. Entrambi abbisognavamo, quissà, un poco di compagnia, sebbene alcuni inserti siano stati proposti pe’ tentare di direzionare ‘l suo modo d’operare giornaliero verso un percorso produttivo. Comprendo come talvolta possa apparire superbo per mia parte dilungarmi in filippiche predicatorie ma confido ch’ella comprenda che l’attuo scevro d’ogni giudizio o rimprovero – salvo quando per vero necessario – ed è la maniera più concreta ch’ho di mostrare tolleranza e, quissà, affetto verso i pochi essere umani che circondanmi. Tuttavia, distillare alcune lezioncine colla speme ch’esse vengano tesorate e applicate diviene uno de’ mie’ diletti principali e, sovente, lo riconosco facile da fare pe’ aver percorso molti gineprai ‘n solitudine ‘n tempi andati, tentando di risolverne i crucci, sin niuno ch’avesse di che sciorinarmi lo ch’in fine orora dico ì all’altri. La signorina Calvin presenta altalenanti momenti di produzione ed ottimismo, intervallati dalle paludi fangose che descrissi pur io nelli tomi addietro di codesta pila di fogli. Non m’è naturale biasimarla, ‘sì che ‘l mio contributo si basa principalmente sul martellamento d’una motivazione giustificata e oggettiva, pe’ lo che riesco a fare. Ella mostra emilioramenti perfino nel campo letterario, ne’ limiti del suo approccio semiludico; le sue rubrichette sul mio giornaletto periodico riscontrano un discreto successo, perfino di poco maggiore al mio, ben considerando ch’il linguaggio d’ella non si torce e capovolge qual lo del sottoscritto e l’universalità delle sue divagazioni capta meglio lo ch’in fondo è ‘l pubblico medio e più assiduo di tale rivista. Pello che riguarda ‘l travaglio, oi, v’è una nuova ch’ho modo di citare ora ‘n queste pagine: l’intervento presso la Crosspath di Knighthill ch’era ‘n calendario pe’ la sesta ora di questa mane è stato posticipato a metà aprile. Sicché posso godere d’un ulteriore dì di preparazione, più mentale che fisica, all’operazioni sul campo. Pàremi l’ultimo appiglio prima di lassarmi precipitare ‘n un vortice al quale ambisco ad arrivare ben pronto. Tensione di codesto periodo sarà la gestione dell’umori, cruciale pe’ mantenere un rapporto rilassato col personale delle varie fabbriche e col signor Tinsteel e ‘l signor Cauque. Essi, quest’ultimi, ostentano molta più leggerezza ed ilarità ‘n codesti ambiti, ed un poco li comprendo, avendo intuito sovente che tale è ‘l loro modo di gestire l’ore di travaglio – soprattutto lo spossante e complicato – pe’ giungere al vespro sin lo strascico di nervi che sovente camallo solo. Tuttavia, tale atteggiamento leggero cozza colle linee di professionalità che tento d’imbastire sul campo, fronte allo sguardo de’ responsabili della fabbrica ch’avranno di che giudicare in fine l’operazione inventariale, sin tenere ‘n conto null’altro. Mantenere una coerenza autoritaria e conciliare i modi giullari delli due ha di che testarmi ulteriormente ‘n questa stagione e v’è una parte del sottoscritto ch’orgogliosamente pretende d’esserne ‘n grado sin falle alcune. Solo ‘l tempo potrà narrarne l’esito, da dimani innanzi. Oi, indi, ho di che continuare l’ultimi preparativi ‘n vista de’ mesi primaverili dedicati alla Kryomont; debbo preparare il piano operativo della terza settimana di percorso mirato pella Fox Reprise e debbo concludere ogni attività sospesa che ‘n vedrà margine di travaglio nelle prossime settimane. Non è nemmeno la sesta ora della mane e, di fatto, ‘l corpo or è in una condizione di fremito pe’ concludere un qualché e debbo assecondarlo; v’è anche la mira diaria di stremarmi piute del solito, di modo da lassarmi cadere sul giaciglio o ‘l sofa ad un’ora ‘sì presta che la sveglia, il giorno appresso, riverà sin troppi drammi.