Biglietto d'Addio
Sto ancora sprecando minuti
A raschiare via i nostri giuramenti
Dal cartongesso logoro dell’ingresso
Dove siamo morti un giorno, in qualche modo.
È come se queste nuvole cremisi del tramonto
Si fossero avvicinate solo per schernirmi
Mentre mi riprendo nella sala da ballo
Strappando il tuo abito da sposa.
Ci sono ancora enigmi scarabocchiati col pennarello
Su tutta la cenere della testiera del letto
E ancora le conversazioni che riecheggiano
Strisciando sotto il nostro letto.
E qui, abbandonato e dimenticato,
Sento i tuoni tornare
E infilarsi dentro la mia testa
Travestiti da tutto ciò che siamo stati.
E sono fottutamente sordo.
Perché non riesco a dimenticare?
(Perché non riesco a dimenticare?)
Sto ancora oscillando in silenzio,
Mormorando questa poesia
Dai rami della nostra betulla,
Da questo pezzo di corda marcio.
È come se questi iridi cremisi
Potessero ancora vederti sul prato
A falciare promesse e bruciare
Il nostro “per sempre” con foglie marroni.
C’è una nota d’addio scarabocchiata
Che ho lasciato sul piantone del letto, accanto a te;
Mi dispiace, ma sono solo quattro parole
Perché non mi è rimasto nient’altro da scrivere.
Qui, il tramonto mi riempie gli occhi,
Sento le gocce di pioggia scorrere sulle mie guance
E aggrapparsi al mio sorriso
Mentre sento i miei piedi scalciare nel nulla.
E sono fottutamente morto.
Perché non riesco a dimenticare?
(Perché non riesco a dimenticare?)
(Perché non riesco a dimenticare?)
(Perché non riesco a dimenticare?)