Marco Delrio

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ManualeManual · 2026 · In corsoIn progress

Planogrammica

Conoscere, Ottimizzare e Gestire il Display nella GDO

Un manuale sul planogramma, dalla teoria dello scaffale alla pratica in negozio. Progetto a lungo termine, in corso.A manual on the planogram, from shelf-space theory to in-store practice. A long-term project, in progress.

Planogrammica

A che punto siamoWhere it stands

19%

Circa il 19% dei paragrafi pianificati (25 su 131) è in bozza avanzata. Al momento sono in fase di ricerca e di bozze ulteriori. Le Parti VII e VIII (casi reali e metodologie originali) sono per ora solo un'impalcatura di capitoli, non ancora suddivisi in paragrafi.

About 19% of the planned sections (25 out of 131) are in an advanced draft. For now the work is in research and further drafts. Parts VII and VIII (real cases and original methods) are still just a scaffold of chapters, not yet divided into sections.

ImmaginiImages

Lo scaffale come risorsa fisica vincolata: ogni facing assegnato a un prodotto è spazio sottratto agli altri.The shelf as a constrained physical resource: every facing given to a product is space taken from the others.
Il planogramma come sistema decisionale: dati di vendita, vincoli fisici e strategia convergono in una configurazione replicabile, misurabile e verificabile.The planogram as a decision system: sales data, physical constraints and strategy converge into a repeatable, measurable, auditable configuration.
Elasticità del facing: oltre una certa soglia ogni facing in più rende sempre meno.Facing elasticity: beyond a certain threshold every extra facing yields less and less.

Indice dei contenutiTable of contents

Questo è l'indice-obiettivo: la struttura prevista dell'opera, non il testo già scritto. I paragrafi segnati con ● sono in bozza avanzata; gli altri sono ancora da scrivere o da rivedere. L'indice può cambiare mentre il lavoro procede. (L'opera è in italiano.)

This is the target table of contents: the planned structure of the work, not the text already written. Sections marked ● are in an advanced draft; the others are still to be written or revised. The contents may change as the work goes on. (The work is in Italian.)

Parte I Fondamenti · 7 capitolichapters
  1. Che cos'è un planogramma
    • 1.1 Definizione tecnica
    • 1.2 Componenti strutturali
    • 1.3 Differenza tra layout, display e planogramma
    • 1.4 Livelli decisionali: strategico, tattico, operativo
  2. Evoluzione storica del merchandising e del planogramma
    • 2.1 Le origini del self service e la nascita dello scaffale moderno
    • 2.2 I precursori: chi ha iniziato a studiare la posizione dei prodotti
    • 2.3 Sviluppo del category management
    • 2.4 La formalizzazione del planogramma come strumento professionale
    • 2.5 Introduzione dei software di space planning
    • 2.6 Transizione verso modelli data driven
  3. Psicologia dello scaffale
    • 3.1 Pattern visivi del consumatore
    • 3.2 Tempo medio di osservazione
    • 3.3 Decisione automatica vs deliberativa
    • 3.4 Effetto ancoraggio prezzo
    • 3.5 Saturazione cognitiva
    • 3.6 Rendimenti marginali decrescenti dello spazio espositivo
  4. Comportamento del consumatore
    • 4.1 Flusso del cliente e customer path in store
    • 4.2 Impulse buying vs planned buying vs habit buying
    • 4.3 Trade off prezzo, marca, posizione
    • 4.4 Effetto rottura di stock (OOS)
    • 4.5 Previsione del comportamento del consumatore
  5. Zone dello scaffale
    • 5.1 Livello occhi
    • 5.2 Livello mani
    • 5.3 Livello basso
    • 5.4 Livello alto e ultimo ripiano
    • 5.5 Verticalità vs orizzontalità
    • 5.6 Cross merchandising
    • 5.7 Packaging a Vista (PaV) e doppia esposizione
    • 5.8 PaV nei discount e nei format a basso assortimento
    • 5.9 Strutture brandizzate permanenti
    • 5.10 Strutture brandizzate temporanee
    • 5.11 Accordi tra brand e punto vendita
    • 5.12 Impatto delle strutture aggiuntive sulla leggibilità dello scaffale
    • 5.13 Materiale POP: influenza su picking, facing e comportamento del consumatore
    • 5.14 Materiale antitaccheggio: implicazioni per il facing e il planogramma
    • 5.15 Scaffali con ripiani non spostabili e strutture non standard
  6. Facing e profondità
    • 6.1 Calcolo del facing ottimale
    • 6.2 Relazione tra rotazione e profondità
    • 6.3 Saturazione lineare
    • 6.4 Elasticità dello spazio e formalizzazione del diminishing return
    • 6.5 Morti e basi: gestione dello spazio non produttivo
    • 6.6 Agevolazione alla rotazione SKU e influenza sul picking
  7. Packaging e implicazioni planogrammatiche
    • 7.1 Tipologie di packaging e classificazione operativa
    • 7.2 Orientamento, visibilità dell'etichetta e leggibilità in scaffale
    • 7.3 Stabilità strutturale e impatto sulla profondità di carico
    • 7.4 Packaging a vista (PaV): spessore aggiuntivo e correzione del facing
    • 7.5 Multipack, cluster pack e confezioni multiple
    • 7.6 Cambio packaging: gestione della transizione planogrammatica
    • 7.7 Codici interni, EAN e identificazione delle SKU nel planogramma
Parte II Struttura tecnica del planogramma · 5 capitolichapters
  1. Raccolta dati
    • 8.1 Vendite sell out — approfondimento su sell-in/sell-out
    • 8.2 Rotazione e giorni copertura
    • 8.3 Marginalità
    • 8.4 Spazio disponibile
    • 8.5 Vincoli fisici e strutturali
    • 8.6 Qualità del dato e limiti informativi nella GDO italiana
  2. KPI di riferimento
    • 9.1 Sales per metro lineare
    • 9.2 Margine per centimetro
    • 9.3 Indice di produttività lineare
    • 9.4 GMROI
    • 9.5 Indice di saturazione scaffale
    • 9.6 E-slim tools e strumenti di misurazione operativa
  3. Clusterizzazione
    • 10.1 Cluster per fatturato
    • 10.2 Cluster per metratura
    • 10.3 Cluster per area geografica
    • 10.4 Cluster per preferenza dei clienti
    • 10.5 Adattamento del planogramma per cluster
    • 10.6 Format retail e ibridi ingrosso-retail: implicazioni per la clusterizzazione
  4. Costruzione del planogramma
    • 11.1 Logica di ordinamento prodotti
    • 11.2 Segmentazione di categoria
    • 11.3 Assegnazione spazi
    • 11.4 Simulazione vendite
    • 11.5 Validazione teorica
    • 11.6 Principali strumenti di creazione del planogramma
    • 11.6.1 Software professionali di space planning
    • 11.6.2 Fogli di calcolo avanzati
    • 11.6.3 Strumenti integrati ERP e BI
    • 11.6.4 Modellazione manuale e mockup fisici
  5. Lettura tecnica di un planogramma
    • 12.1 Interpretazione codici
    • 12.2 Allineamento con dati di vendita
    • 12.3 Individuazione anomalie
    • 12.4 Verifica coerenza strategica
Parte III Ottimizzazione e modelli decisionali · 3 capitolichapters
  1. Shelf Space Allocation
    • 13.1 Modelli deterministici
    • 13.2 Modelli probabilistici
    • 13.3 Vincoli di spazio
    • 13.4 Trade off tra varietà e profondità
    • 13.5 Divergenze tra soluzione ottimale e realtà operativo-strutturale
  2. Modelli matematici
    • 14.1 Formalizzazione del problema: estensione del modello introdotto in Prefazione
    • 14.2 Programmazione lineare
    • 14.3 Metaeuristiche
    • 14.4 Algoritmi genetici
    • 14.5 Simulazione Monte Carlo
  3. Planogrammi dinamici
    • 15.1 Aggiornamento continuo dati
    • 15.2 Machine learning applicato
    • 15.3 Controllo compliance con computer vision
    • 15.4 Indicatori di deviazione
Parte IV Cambio display e implementazione operativa · 4 capitolichapters
  1. Processo di cambio planogramma
    • 16.1 Pianificazione temporale
    • 16.2 Sequenza operativa
    • 16.3 Gestione personale in store
    • 16.4 Riduzione dell'impatto su vendite durante il cambio
    • 16.5 Gestione stagionalità e cambio struttura espositiva
    • 16.6 Gestione IN/OUT: inserimento nuove referenze e delisting
    • 16.7 Localismi: gestione delle referenze esclusive per punto vendita
    • 16.8 Fuori stock durante il cambio: strutture temporanee di smaltimento
    • 16.9 Fuori assortimento: gestione del prodotto eliminato ancora in giacenza
    • 16.10 Cambio packaging: coesistenza di vecchio e nuovo formato
  2. Come costruire e gestire un display senza planogramma formale
    • 17.1 Logica empirica del posizionamento: principi fondamentali
    • 17.2 Inserimento di una nuova referenza senza planogramma di sede
    • 17.3 Gestione del cambio stagionale in autonomia
    • 17.4 Convergenza tra gestione empirica e planogramma teorico
    • 17.5 Il planogramma implicito: riconoscerlo e formalizzarlo
  3. Errori operativi
    • 18.1 Mancato rispetto della sequenza
    • 18.2 Errata lettura del planogramma
    • 18.3 Problemi logistici
    • 18.4 Stock in eccesso
  4. Compliance
    • 19.1 Audit in store
    • 19.2 Metriche di conformità
    • 19.3 Strumenti di controllo
    • 19.4 Reportistica
Parte V Strategia commerciale · 2 capitolichapters
  1. Negoziazione spazi
    • 20.1 Contributi trade marketing
    • 20.2 Premium placement
    • 20.3 Gestione marche leader
    • 20.4 Private label strategy
  2. Gestione conflitti di categoria
    • 21.1 Cannibalizzazione interna
    • 21.2 Razionalizzazione assortimentale
    • 21.3 Analisi rotazione-marginalità
Parte VI Futuro e innovazione · 2 capitolichapters
  1. Digital shelf
    • 22.1 Integrazione omnicanale
    • 22.2 Shelf digitale ed e-commerce
    • 22.3 Retail media
  2. Automazione
    • 23.1 Intelligenza artificiale
    • 23.2 Robotica e scanning
    • 23.3 Analisi predittiva
Parte VII Casi reali · 6 capitolichapters
  1. Caso supermercato di prossimità
  2. Caso ipermercato
  3. Caso discount
  4. Categoria ad alta rotazione
  5. Categoria stagionale
  6. Gestione del cambio display senza planogramma: caso pratico
Parte VIII Metodologie originali · 4 capitolichapters
  1. Nuove metriche operative
  2. Tecniche di riallocazione empirica
  3. Modello proprietario di cambio display
  4. Nuove terminologie proposte

Metodo e trasparenzaMethod and transparency

Metodo e uso dell'AIMethod and use of AI

Nella revisione del manoscritto sono stati usati modelli linguistici come strumento di verifica editoriale: coerenza logica, uniformità del registro, simulazione di obiezioni. La paternità delle tesi, la scelta delle fonti e la responsabilità finale non sono delegate ai modelli.Language models were used as an editorial checking tool while revising the manuscript: logical consistency, uniform register, simulated objections. The authorship of the arguments, the choice of sources and the final responsibility are not delegated to the models.

RiservatezzaConfidentiality

Il lavoro rispetta il segreto industriale e gli accordi di riservatezza: non usa dati sensibili né cifre di vendita protette, e i riferimenti quantitativi sono elaborazioni su dati aggregati o simulati.The work respects trade secrecy and confidentiality agreements: it uses no sensitive data or protected sales figures, and quantitative references are elaborations on aggregated or simulated data.

Scheda tecnicaDetails

StatoStatus
In corsoIn progress
Anno di inizioStarted
20262026
LinguaLanguage
ItalianoItalian
Formato previstoPlanned format
Cartaceo (probabile)Paperback (likely)
PubblicazionePublication
Ancora in bozza (TBD)Still a draft (TBD)
StrutturaStructure
8 parti · 33 capitoli8 parts · 33 chapters