Marco Delrio

PoesiePoems

In Giro Con Nonna

Nel mio paese han tolto la stazione
Ma nonna ancora pare non accorgersene
Mentre, con passo deciso, la porto dal dottore
Che ci parlerà di campagna elettorale

E di quanto abbia bisogno questo vicolo
Di mondo di un poco di modernità
E io e nonna nell’annuire onirico
Di chi detesta la demagogia di città.

Nel mio paese han messo un museo
Nascosto tra due pizzerie fallite;
Noi guardiamo, da fuori, d’oro un trofeo,
Qualche statua e due cornici rovinate

Ma a chi importa qui dell’arte veramente
Quando basta questo cielo terso;
Sì, pare che da qui sia passato Dante
Ma sicuro che quel giorno s’era perso

E nonna ha una lunga lista della spesa
Solo per le medicine per il cuore,
Borbotta qualcosa davanti alla chiesa
Come facea nonno parlando col prete

E lei conosce tutti qui d’intorno
Ma non gioca coi pettegolezzi
Della ciurma, sulla panca che ricordo
Protetta dai vecchi e dai fazzoletti.

Nel mio paese han tolto i calendari
Dopo troppo attendere il Rinascimento
Far capolino dai muretti secolari
Per far un ristorante anche in convento.

Nonna s’accorge che arriva la spuma salata
A bisticciar coi suoi capelli bianco fieno,
Sostiamo da una sua amica studiata
Che storce il naso citando Giordano Bruno.

Le piccole conversazioni inutili
Rimbombano per la strada verso casa
E nonna ignora i miei commenti ironici
Sul giardino della vicina con una sola rosa.

Nel mio paese han tolto tutti i giovani
E tutti gli altri pare non voglian morire;
Ricordi quando m’interrogavi di Sàlgari
E io che pensavo solo, da grande, a partire?

Ma ora che ho più blog che soldi in tasca
T’ascolterei parlar di quella guerra
E aspetterò solo che tu rinasca
Per portarti via con me in Inghilterra.

Noi nella cucina annegata nel silenzio
Della TV che non accendi ché è lo stesso,
Con un piattino in ceramica di Bisanzio
Sorseggiando rumorosamente l’espresso.

Mi chiedi che farò nel pomeriggio oggi
E io che mi vergogno a dir che scrivo
Di te che compri il giornale ma non leggi
Ché è come se lui fosse ancora vivo.

Nel mio paese han tolto oggi, ad aprile,
Le luminarie instabili di Natale.
Il mio paese è immobile e crudele
Come un mimo sbronzo a Carnevale

E nel mio paese han tolto anche le fedi,
Tra i miei caruggi ci si scorda di Dio
Ché come diran tutti se glielo chiedi
“Questo paese inutile è anche mio.”