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Frammento #103
Non parve mai passo, né foggia d’andare, ma quell’andito che talora s’apre tra due stenti e prende forma solo se ci inciampi, ché ‘l lembo che le scendea dal fianco pareva più guaina che veste, e i soni che ne sortivano — smorzati, sghembi — eran più da filigrana che da moto, e ‘l respiro, se fu, m’apparve come rìgano, ché non l’udii, ma lo scorsi nello smalto d’un vetro già infradico, e ciò che mi rimase, più che figura, fu il lascito d’una spira ch’avea nome ignoto, ma peso di memoria non detta, e lì, nel cavo, io mi posi senz’avviso.