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Frammento #100
…e se poi ‘l tram borbottò fu per non disturbar la pozza — non me, né l’altri — ché ci stanno certe mattine che se le tocchi si rompon da sole, che se parli tutto smette. E la sporta, sì, la sporta ch’ebbi e che portai e che m’è scivolata giù mezz’alzata, ché certe scale portano e altre ti sputano. E chi sa se ‘l vapore voleva salirmi addosso o andarsene via, ma m’apparisti lì, fra ‘l fumo e la paura che fosse un ricordo troppo nitido. E mi bastò, e bastò ‘l niente. Bastò per dirmi: “ecco, vedi, eri lì — e non t’eri manco accorta”. E ti curavi, mi curavi di quelle cure che poi fan male, ché non sanno d’essere.
Ecco. Quella cosa lì. Scritta perché se non la scrivevo mi si posava dentro, e poi a toglierla servivano giorni interi. O mesi.
E pure così, dubito d’averla detta giusta.