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Frammento #029
Sbandava tra guizzi e maglie lo sciabordare d’una ressa disposta in tratti, ché l’andirivieni s’intrecciava sin torciglio, e le spalle s’attortigliavano a lembi, coturni, bisacce, menti, ché nulla sfiorava senza deformarsi, e l’aria, or tesa, raspava sul carpo com’una garza riscalzata. Nel mezzo, d’in fra ‘l brulichio, montò d’improvviso l’ascesa d’un timbro che s’incrinava più pe’ sangue che pe’ gola, e l’udito ne slittò, ché parve un richiamo ma fuggì nel timbro, e l’orbita s’arrestò, ch’il corpo ruotò da solo. La bancarella, cosparsa di ciotole d’ala e pelli di sambuco, stava in fondo allà, e v’era ella, di profilo, col mento smussato e le dita inanellate, eppur non v’era più. Nel rientro, ché pur si tornò, la gola s’era sfoderata, ma ‘l passo trovò forma nova. Ogni battito si fece lieve ancòra.