Marco Delrio

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Frammento #001

S’invetrìa lungo l’orbita un baleno cieco, non da luce ma da strozzatura, com’accade talvolta sul fondo d’una lanterna guasta, ove l’olio s’attossa ma pur serba fuoco. Non v’era fronte, né spira, solo ‘l fregio nervoso d’una mascella che s’ostinava a non disfarsi. Le mani, anzi ciò che restava delle nocche — ché le dita non sempre durano, né servono quando ‘l dire non passa più — parean stanziate a lato non per fermarsi, ma per non più calcare, ché ‘l terreno medesmo non reggeva ‘l peso ch’invischio avea. L’ira, se così la si potea nominare, non trafelava né vociava, ma spiumava dall’occhi come calce molle da pietra infradiciata, e s’insudava sotto ‘l ciglio con quella maniera lenta e sin colore che s’usa ne’ luoghi ove nulla vuol restare, ma tutto ha già troppo improntato.