Soffiando Via Le Nuvole
Grandinava a intermittenza
Sulle nostre digressioni
A cercar la differenza
Tra restare soli e restar da soli
E, soli, dentro un’altra stanza
In un silenzio quasi assurdo,
Mi tengo una promessa in tasca
E due parole in uno sguardo;
È un temporale che non passa
E il mio terrore è futile
E soffio bolle di sapone,
Tu soffi via le nuvole.
Camminava una ragazza
Accoccolata in un paltò
E, tra le dita, un’eleganza
Un po’ regale, un po’ retrò;
Col tramonto ancora in faccia
Rincorrevo il mio “chissà”,
Perso nella leggerezza
D’incrociarsi con un “ciao”;
È un temporale che ci abbraccia,
Un universo instabile
E io che, appeso alla finestra,
Aspetto altre nuvole.
Passeggiava accanto al fiume
Anche la mia incredulità
E ti urlavo, senza voce,
“Quante cose che non sai…”:
Che ci immagino già grandi
A dondolare su Chausson
E che racconto dei tuoi occhi
Al mio riflesso nel faò;
È un temporale dissonante
Questa nostra iperbole
E tu, irraggiungibile,
Che soffi via le nuvole.
Grandinava in quattro quarti
E sorridevi alla città
E dipingevo i tuoi ricordi
Sulla mia fragilità
E ci immagino già grandi
A conversare di Rousseau,
Coi sorrisi in un bicchiere
E le paure sul comò.
Guarda quante nuvole
Dentro il cielo di settembre
E io che scrivo favole
Solo per vivere un “per sempre”.