Marco Delrio

CanzoniSongs

scusasunanna

Scusa, Susanna, ho bevuto e mi avanza
Una tazza di drammi e un minuto di lucidità;
Dal davanzale sul viale ci osserva tutto il quartiere
Ma credo valga la pena lo sappia anche la città
Che mi sta bene sprecare due ore tutte le sere
Chinati sopra il bancone annegando in pinte di stout
O balbettare il tuo nome parlando con le persone
Che, poi, mi sento un coglione, se ti accontenti, ormai

Sarà sempre come mi chiedevi tu:
Aggrappati alle foglie in un vento d’ottobre,
Un cappotto sul cuore e parole di sole
Ma sarà sempre come lo volevi tu:
Naufragati nel niente di un altro dicembre
Di neve perenne e il per sempre che sognavi tu

Scusa Susanna, ho bevuto e, alla fine,
Ho finito le rime e siamo solo ancora a mercoledì.
Dalla terrazza sul tetto si vede meglio il tramonto
E non mi son mai accorto che fosse rosso così.
Forse hai ragione, stasera, che basta poco davvero
Per fare bello anche il cielo più nero sopra di noi;
Sarà che a stento ci credo, sarà che in ogni pensiero
C’è ancora un’eco di ieri, di pioggia e fragilità
Ma mi sta bene sprecare la settimana a dormire,
Tra colazioni di sogni e sette medie per brunch,
A sbiascicarti quartine, a strozzarsi con le Aspirine,
Forse è banale, lo ammetto, ma se permetti, ormai,

Sarà sempre come mi chiedevi tu:
Aggrappati alle foglie in un vento d’ottobre,
Un cappotto sul cuore e parole di sole
Ma sarà sempre come lo volevi tu:
Naufragati nel niente di un altro dicembre
Di neve perenne e il per sempre che sognavi tu

Ma sarà sempre come mi chiedevi tu:
Aggrappati alle foglie in un vento d’ottobre,
Un cappotto sul cuore e parole e parole
Ma sarà sempre come lo volevi tu:
Naufragati nel niente di un altro dicembre
Di neve perenne e il per sempre che sognavi tu