Marco Delrio

CanzoniSongs

Sara

Sara, col senno di poi, è stato un casino
Riuscire a scordarmi di noi, di quell’unico abbraccio;
Sarà la tua foto ingiallita sul mio comodino
O il grosso tatuaggio del tuo nome che porto sul braccio

Così indosso un sorriso, un po’ da cretino,
Mentre fa capolino il tuo viso in un sogno
E, in un bicchiere di vino, mi rivedo bambino
A scriverti rime di cui mi vergogno.

Sara, pensarti è abitudine un po’ irrazionale;
Sarà la mia solitudine o il mio volermi male.

Sai, mi dicevano “Provaci, hai poco da perdere.”
E sì che eravamo anche giovani e tu più di me
Eppur mi bastava anche solo guardarti sorridere
E convincermi, infine, di poter restar senza te

Così, un po’ senza senso, ancora mi pento
Del mio finto coraggio, del mio starti lontano
E pioveva, era maggio, e tu eri uno schianto
E volevo soltanto tenerti per mano

Ma, Sara, pensarti è abitudine un po’ irrazionale;
Sarà la mia solitudine o il mio volermi male.
Sara, sei solo un ricordo, ormai, senza parole;
Sarà la mia inclinazione a idealizzare.

Ma, Sara, ormai, m’accontento d’un “forse” ideale
Anche se crescere, a volte, è fin troppo crudele.
Sara, chissà dove sei, chissa cosa fai
E se poi ci ripensi mai a quel niente tra noi

E poi divago, prolisso, senza niente da dire,
Una Moleskine d’atavici drammi in quartine
E scarabocchi distratti, due caffettiere
E consuetudini univoche che non sto a spiegare.

Ma, Sara, pensarti è abitudine un po’ irrazionale;
Sarà la mia solitudine o il mio volermi male.
Sara, sei solo un ricordo, ormai, senza parole;
Sarà la mia inclinazione a idealizzare.
Sara, ogni sera è una sfida scordarsi il tuo nome:
Sarà che continuo a cantare questa brutta canzone.