Metaplasia
Trialoghi icastici su chaise-longues di satin
Nel nidore di moka a venti alle tre;
Tu una pareidolia nel marmo fumé
E io l’antipatia in una benna di gel
E il solito a cena: deja-vu e flashbacks
Poi iperico in vena, Light Blue e vin brulé
Ma sarà colpa mia o del mio viver di “se”
In una poesia di Corbière, dell’apatia demodé
O, forse, va beh, delle tre medie di Chouffe,
Della tua voce da stronza o delle tue Winston Blue
Se non capisco più un cazzo e quoto Cavour
E rido come un pazzo in coda al Carrefour,
Se grido e non senti, se m’accorgo ch’è strano,
Se vivo di stenti in un ricordo malsano
E digrigno i denti e borbotto “Mai più!”
Ma muoio un po’ dentro a ogni puff di Light Blue
Che poi, col senno di poi, c’è un segno di noi
Su una palma emaciati, ricordi?
Se vuoi, ti parlo di noi e del nostro “giammai”
O quando ti ho baciata e tu m’hai preso a morsi.
Rimproveri etilici al bancone di un bar
Mentre mischio la vodka a uno shot di Cynar
E io atarassia – circa – e creatività
E tu la mia litania sulla scala di Fa
E io il solito scemo: Light Blue e post-punk,
Hashtag “Sereno” e poi bestemmio in un pub
A quel solito dio che ha lasciato a metà
Persino l’addio di una decade fa
O, forse, chissà, dovea andare così
E son stupido io a cantarti nei riff
Ed è una terapia questa malinconia
E tu che resti via come in un brutto film
Che non voglio ma scrivo, ormai, per pietà:
È solo un palliativo che adorno di strass
E di un finto sorriso a cui non credi più.
Io divelto e deriso dallo smog di Light Blue
Ché, poi, non ci penso più, ormai,
Non ha senso e lo sai
Ma ho una foto sbiadita di noi che, semmai,
Te la mando se vuoi; era il giorno che, poi,
Ti ho di nuovo baciata e mi hai preso a mazzate.
Myricae e preamboli sulle note di un blues
Che, poi, odio Pascoli e ho gli Offspring in loop
Per la malinconia di quella gioventù
Di cazzate e follia, di vizi e virtù
E tu, vestita di niente, a leggermi Proust;
Era corto il “per sempre” che volevi anche tu
E poi un’altra bugia, io che scappavo giù
E la tua apologia verso tutti i tabù.
Non ci pensi anche tu? Forse non quanto me
Ma eri bella da matti e io non ero granché
E parlavi con tutti, io restavo dappié
Con due stracci malconci a sentirmi il tuo re;
Non ci pensi anche te che ormai non torna più?
Ci siam persi in promesse poco prima del clou
E non nego gli sforzi per scordar quel che fu
E annego in ricordi di noi e Light Blue
Ché poi, col senno di poi, c’è un “me” senza “noi”
Fin dal primo giorno di scuola;
Se vuoi, ti canto di noi e del nostro viavai
O di quando ti ho vista e tu… Buh.