Marie E L’Infinito
E non è più un’incognita questa tavola atlantica
Ed è la stessa tempesta che sussurra indisposta
E che mi sposta la testa e ogni nuova risposta
Che m’investe e calpesta sembra solo una beffa
E s’arrestano l’onde e forse il mare risponde che piove
Solo per me sul ponte, sporta sul nero innanzi,
Sponde di cieli stanchi, bussole e fogli gialli,
Coste di scogli, ma come calcoli il senso del
Limitarsi a ipotizzare di stare bene
Se stare bene in fondo è limitarsi
E accontentarsi di qualcosa che non tende all’infinito.
Forse fuggo dal mio niente, forse già t’avevo perso,
Forse sono quel quoziente che non merita del resto
Fossi d’acqua e di corrente, forse troverei il mio posto
O forse un porto, un’altro mondo, per affogare lo sconforto
Ma s’arrestano le onde e forse il vento mi risponde
Piove sopra la mia fronte, sale, sabbia, whisky e sangue
Coste brulle e barche stanche, mappe, cartacce e santi,
Ho ancora troppe domande ma come calcoli il senso del
Limitarsi a ipotizzare di stare bene
Se stare bene in fondo è limitarsi
E accontentarsi di qualcosa che non tende a niente e forse
Limitarmi a ipotizzare di stare bene
E’ il mio stare bene, in fondo, puoi guardarmi e puoi scordarmi
Ché funziono solo se tendo all’infinito.
Limitarsi a immaginare di stare bene
Ma stare bene, in fondo, è limitarsi
A immaginare quel qualcosa che non riesco a darti, e forse
Limitarmi a ipotizzare di stare bene
E’ il mio stare bene, in fondo, puoi guardarmi e puoi scordarmi
Ché funziono solo se tendo all’infinito.