Lezioni Mai Imparate
E forse è il quarto Macallan ma c’è un fantasma che balla,
Mi guarda e osserva il marasma che avvolge tutta la stanza;
“Ma che maniere, piacere! Scusi il disordine, è un dramma
Ma la mia testa è un cantiere e non l’aspettavo stasera.
Sembran passate due ore, nevvero? E non qualche mese;
E che pretese ho d’avere? Sincero? Ormai è palese
Che vado avanti di stenti, che poi sorrido per finta
Ch’anche se poi mi spaventa, persino l’ansia mi manca,
Ché tra la gente, tra il niente, tra le domande e l’assenza
Poi sento sempre il tuonare delle mie scelte di merda.”
E grandinava un’ottava più alta sopra i crediti del film
E passeggiava per strada urlando pure quel mercoledì
In cui sembrava facile anche scordare fosse estate
Ma adesso siamo cose state, due cazzate e le lezioni mai imparate.
Ok, farnetico, è vero, un bicchiere a testa, il fantasma
Si volta e poco mi importa ch’ormai la voce mi manca;
“…che poi, che palle,” comincio “sembravan belle a priori
Le digressioni di luglio, odiar le stelle e i portoni
E invece indenne, o sì sembra, appoggiato alle tapparelle,
Ormai digrigno anche i denti, bestemmio e scrollo le spalle
Ch’adesso è ingiusto che ai venti ho gridato lodi fasulle
E forse è ingiusto ogni insulto che scrivo sopra la pelle
Ché tra un presente di niente, tra le domande indigeste,
Poi sento sempre il tuonare delle mie scelte di merda.”
E grandinava un’ottava più alta su una scena di James Dean
E s’inciampava per strada, urlando, pure quel mercoledì
In cui sembrava facile anche scordare fosse estate
Ma adesso siamo cose state, due cazzate e le lezioni mai imparate.
“E scusi, sior fantasma, ma ho una maschera di rabbia e,
Che le piaccia o no, mi piace molto più della mia faccia;
La fan facile a cazziarmi, a rinfacciarmi ogni favella,
Ogni storiella che mi spiazza, mi divella e che mi ammazza
<<Ma sei in gamba, vai avanti…>> con la terra che traballa,
Con il mondo che vacilla, mentre morsico la lingua,
Mentre a stento resto a galla dentro l’alba, dentro il nulla,
Mentre sradico le ali a una farfalla e poi, d’un tratto, niente più.”