Marco Delrio

CanzoniSongs

Lettera Al Vento

Sara giocava col buio, la schiena sul muro
Ché gli incubi temono ardore e coraggio;
Sarà il ridondante sentirmi insicuro,
Sarà che non piovve mai ‘sì tanto a maggio

Ma ho ucciso due strofe sopra un davanzale
Che parlan di quello che potevam fare
In quel trapassato, lo strale e ‘l maestrale
E la lenta deriva dello starsi a guardare.

Sara, ho gli stessi discorsi, una tasca di pianti;
Sara, ho il tuo ignaro e costante incedere avanti
E noi, noi sempre più distanti

E se il vento che affronti ti sussurra di noi
Tu riassumi e correggi nel modo che vuoi
Ché non bramo, ormai, reciprocità
Neppure che capissi
Ma ho tormenti di maggior età
Che vorrei che leggessi.

Sara parlava col vuoto, sembiante di crema,
Io a diveller retoriche con frasi di niente;
Sarà il tuo spiazzante sorridere appena,
Sarà il mio cercarti tra tutta la gente

Ma ho perso cent’anni a riscriver la storia,
Smarrendo nei sogni la storia che fu
Ché, a pensarci meglio, cent’anni li ho ancora
Per scarabocchiare una chiacchiera in più.

Sara, ho gli stessi difetti, gli zigomi scarni
E tu hai il tuo rifiutarmi, scappare e lasciarmi
E io, io sotterro le armi

E se il vento che affronti ti sussurra di noi
Tu riassumi e correggi nel modo che vuoi
Ché non bramo, ormai, reciprocità
Neppure che capissi
Ma ho tormenti di maggior età
Che vorrei che leggessi

E li ho scritti nel marmo d’una stazione
Straziata dal grigio dell’andirivieni
E li urlo alle solite cinque persone
Che fisso dai vetri graffiati

E se il vento che affronti ti sussurra di noi
Tu riassumi e correggi nel modo che vuoi
Ché non bramo, ormai, reciprocità
Neppure che tornassi
Ma ho tormenti di maggior età
Che vorrei…