5 Minuti di Fragilità
Ricapitolando, abbiam concluso poco o niente,
Sarà il mio discorrere faceto
O la mia boria onnipresente,
Sarà che odio quando affoghi
I tuoi silenzi nel Jack Daniel’s.
E ricopriamo mille crepe con intonaco scadente
Per tenere in piedi i muri di un pleonastico quoziente
Incorniciato dalle urla e qualche oggetto contundente
E tu, fragile,
Dietro due occhi da puttana che non cambierai
Hai nascosto troppe fiabe
E io più fragile
Dei bicchieri che mi lanci quando ti perdono
E torno ancora.
Ricapitolando, ci aggrappiamo a poco o niente,
Sarà che non vuoi stare sola,
Sarà che sono un deficiente,
Insopportabile e tu peggio,
Un altro fiume di Jack Daniel’s
E tu, fragile,
Dietro due occhi da puttana che non cambierai
Hai nascosto troppe fiabe
E io più fragile
Dei bicchieri che mi lanci quando ti perdono
E torno ancora
A vomitare sopra un foglio
Quattro accordi, una canzone;
A bestemmiare alla mia insonnia
Con la fronte sul guanciale
E tu, fragile,
Dietro due occhi da puttana che non cambierai
Hai nascosto troppe fiabe
E io più fragile
Dei bicchieri che mi lanci quando ti perdono
E torno ancora.
2018/2019 (Wastemark)
Dalle appannate del salotto v’è uno squarcio di quartiere
E dà sul retro dei tabacchi, un vecchio bar e il verduriere
Danza una Vanessa Atalanta su una siepe d’Osmanto
E svaniva settembre in vetrine d’assenze,
In bustine e lanterne, camicie, famiglie,
Vite e speranze, però, aspè’,
Ho una frase struggente:
La fine è un “per sempre” che fa rima col niente per noi due.
È un arrivederci, forse, il mio lieto fine